Dal Paese reale una richiesta di connessione
La sonora sconfitta è un messaggio chiaro a Meloni. E per l’opposizione arriva adesso la parte più difficile
Quella che doveva essere la prima grande riforma portata a termine dal suo governo si è trasformata nella più clamorosa sconfitta di Giorgia Meloni. Perché questo referendum, che il governo ha provato a confinare nel recinto tecnico di una riforma della giustizia, è stato vissuto dagli elettori come un segnale da inviare alla premier. E quel segnale è arrivato, forte e chiaro: fermati. La prima verità che emerge dal voto è dunque che il rapporto tra la presidente del Consiglio e il suo elettorato non è più quello di una investitura piena. Meloni resta la figura più solida del panorama politico, ma non dispone più di quel margine di credito che le consentiva di trasformare ogni proposta in una prova di forza vinta in partenza. Impressiona, in questo contesto, la geografia del voto: persino il Sud le ha voltato le spalle.
La seconda verità riguarda il tempo lungo della politica, quello che si misura nelle generazioni. I giovani, che nel 2022 avevano guardato con curiosità – se non con favore – alla novità rappresentata da Fratelli d’Italia, oggi voltano lo sguardo altrove. Significa che il racconto della premier, fondato su identità, nazione, sicurezza, non intercetta più le inquietudini di una fascia di cittadini che vive immersa in un orizzonte globale,........
