Tu non sei lui: solo chi vive la malattia può decidere come raccontarla, come restare al mondo, come vivere il proprio tempo
Non possiamo mai metterci nei panni di tutti. L'errore di chi pretende di spiegare le vite degli altri con una tastiera. Una lettera per Simone Bilardo
Caro Simone, ti scrivo una lettera in una rubrica che non hai mai letto. Non per disinteresse, ma per quella tua onestà disarmante con cui, al telefono, mi hai detto subito di non sapere chi fossi. Io invece ti seguivo già sui social, dopo una bellissima intervista nel podcast di Luca Casadei One More Time. E come le centinaia di migliaia di persone che ti leggono in silenzio, ero una di quelle che sperano per te un miracolo.
Quando ho annunciato che avrei presentato il tuo libro, è arrivato un messaggio. Un nickname qualsiasi, poche tracce di vita reale. Diceva cosa avresti dovuto fare, avresti dovuto dire, avresti dovuto essere. È sempre così: chi guarda da fuori crede di sapere e di........
