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Processo Cortese, tredici anni su un teorema

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09.03.2026

Una vicenda assurda coperta da silenzio. Non c’entra il referendum, ma l’essenza della giustizia sì

C’è un caso che dovrebbe stare al centro del dibattito sulla giustizia. Eppure, non c'è. Rimane fuori in un limbo coperto da silenzio. E il paradosso risalta ancora di più, di fronte all’infuriare di uno scontro pubblico che resta però indifferente al nodo del funzionamento di una macchina cruciale per la democrazia.

La storia è quella del rimpatrio in Kazakistan, il 31 maggio 2013, di Alma Shalabayeva e della figlia Alua, al culmine di un infruttuoso blitz a Casal Palocco, Roma, per la cattura del marito e padre, il latitante, sedicente oppositore perseguitato, Mukhtar Ablyazov. Per quella vicenda, nel 2020, Renato Cortese, già capo della Squadra Mobile di Roma, e altri quattro tra funzionari e agenti, vengono condannati dal tribunale di Perugia, per sequestro di persona. Divenuto nel frattempo questore di Palermo, Cortese si........

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