I truffatori alzano il tiro: colpi anche da 200mila euro
ANZIANI NEL MIRINO. I finti carabinieri incutono timore: «Lei è indagato, mostri i suoi gioielli ai miei colleghi». E ora usano auto a nolo, centralinisti e tanta tecnologia.
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Ad Albino il colpo aveva fruttato 200mila euro, tra gioielli e contanti. Consegnati a due falsi carabinieri – una donna di 48 anni e un uomo di 55 – da un ignaro pensionato, precedentemente convinto al telefono da un fantomatico capitano dell’Arma a mettere al sicuro i propri preziosi dopo una serie di furti avvenuti nella sua via.
Agiscono subdolamente, mettendo in atto un pressing emotivo sulla vittima e servendosi delle nuove tecnologie, ossia software in grado di far comparire sul display telefonico numeri corrispondenti alla caserma dei carabinieri più vicina o alla banca della vittima. Si chiama «spoofing» ed è un’arma micidiale. Perché il povero anziano di Albino si era pure insospettito, ma aveva abbassato la guardia quando aveva potuto controllare che il numero chiamante corrispondeva proprio a quello della stazione dell’Arma del suo paese. In linea l’inesistente capitano Bruno Lo Costa, presentatosi come comandante della caserma, invitava il signore a consegnare i propri averi a due colleghi che di lì a poco sarebbero passati a casa sua. «Finché ci saranno furti nella sua zona, li custodiremo noi nella nostra cassaforte, poi provvederemo a restituirglieli». Era il 5 maggio scorso: i due finti carabinieri, arrivati da Caserta sarebbero stati arrestati in flagranza due giorni più tardi per un colpo simile messo a segno in un’altra provincia (per quello ad Albino sono destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare).
Sono per lo più campani, questi specialisti delle truffe agli anziani, vere e........
