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Patronato San Vincenzo, riapre la Casa centrale: «Sempre vicini agli ultimi»

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20.12.2025

LA RISTRUTTURAZIONE. Conclusi i lavori alle due palazzine, sono durati 14 mesi. Don Davide Rota: «Tanta generosità, un’opera che non smette di sorprendere».

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Quando, dopo mesi di polvere, ponteggi e cantieri, sabato 20 dicembre si tornerà a varcare la soglia del Patronato San Vincenzo in via Gavazzeni, non si inaugurerà solo la fine di una ristrutturazione edilizia, ma si entrerà in un luogo che ha saputo attraversare il cambiamento senza perdere la propria anima, rilanciando con forza la sua vocazione all’accoglienza.

Alla vigilia del suo primo secolo di vita - il Patronato nasce nel 1927 da un’intuizione di don Bepo Vavassori - si conclude l’intervento più importante mai realizzato sulla Casa centrale, le due palazzine costruite negli anni ’70 dedicate agli «ultimi». Un progetto promosso dalla Fondazione don Fausto Resmini, che gestisce gli spazi, e portato a termine in tempi record: 14 mesi di lavori, avviati a settembre 2024, senza interrompere neppure per un giorno i servizi dedicati a chi ha più bisogno.

Un risultato che racconta molto più di un’efficienza organizzativa. Dietro ogni muro rinforzato, ogni impianto modernizzato, ogni spazio ripensato per essere più sicuro, efficiente e dignitoso, c’è la scelta di continuare a prendersi cura delle persone, prima ancora degli edifici. «Tutti coloro che hanno lavorato al cantiere hanno saputo andare........

© L'Eco di Bergamo