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Le riserve sono la metà: «La crisi idrica è severa»

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Le riserve sono la metà: «La crisi idrica è severa»

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L’EMERGENZA. Serio e Brembo i messi peggio di tutti i bacini lombardi. Negli invasi artificiali, complessivamente 15 milioni di metri cubi d’acqua.

«Siamo entrati in una fase di crisi idrica severa». L’aggettivo finale usato da Mario Reduzzi, direttore generale del Consorzio di bonifica della Media pianura bergamasca e direttore di Anbi Lombardia, fotografa la situazione attuale: non drammatica, non tragica, ma nemmeno lieve o soltanto preoccupante. Severa, perché il bollettino sulle scorte idriche rilasciato dall’Arpa di Regione Lombardia rivela che rimangono poco più di 880 milioni di metri cubi d’acqua disponibili per le esigenze dell’agricoltura e che la situazione più pesante è quella dei bacini idrici dei fiumi Serio e Brembo, gli unici grandi fiumi lombardi che sfociano in un grande un bacino naturale che raccolga la loro acqua, ma che possono contare soltanto sugli invasi artificiali degli impianti idroelettrici: nei laghi artificiali della Val Seriana rimangono poco più di 10 milioni di metri cubi d’acqua, in quelli della Val Brembana meno di 5 milioni.

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