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Lasciarsi stregare dal cinema a Bologna

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19.06.2026

Come ogni anno l’inizio dell’estate coincide con quello del festival del Cinema ritrovato, un appuntamento dal successo ormai crescente, per non dire inarrestabile, giunto alla sua 40ª edizione. Il programma è ricchissimo di offerte: da un Visconti restaurato all’apertura (in piazza Maggiore) con i meravigliosi chiaroscuri, i primi piani e le soggettive indimenticabili di Aurora (1927) di Friedrich Murnau, primo titolo hollywoodiano del cineasta tedesco.

Senza dimenticare la proiezione della Palma d’oro di Cannes del 1990, Cuore selvaggio di David Lynch, presentato in versione restaurata sempre in piazza Maggiore. E tanto, tantissimo altro, con film e cineasti noti e meno noti. Non per nulla questa edizione porta con sé la numerazione romana, XL, a significare anche extra large.

Ma prima di proseguire è bene fare un discorso generale. Il grande successo del festival ha fatto capire ai più (e alle istituzioni) che la memoria non solo è cosa viva ma è vita vera, poiché ravviva la nostra storia, sia la storia del cinema – arte principe del novecento – sia perché il cinema ha racchiuso la storia del mondo, del passato recente come di quello lontano, convogliando sulle sue rappresentazioni quantità incredibili di persone come nessun altro mezzo d’espressione.

Cuore selvaggio, David Lynch, 1990

Portandole in comunione nell’oscurità rotta solo dalla luce del grande schermo e offrendo spesso visioni grandiose, ha saputo suscitare un sentimento laico di religiosità e, all’epoca delle grandi cinematografie popolari, veicolare contenuti ed estetiche alte, mutuate e rielaborate in maniera originale e potente dalla pittura, dal teatro e dalle avanguardie, e per quest’ultime basti pensare ai musical con le coreografie del grande Busby Berkeley, come ho scritto al momento dell’uscita in sala di La La Land (2016) di Damien Chazelle (un amico del festival peraltro).

Ma oltre alla cinematografia hollywoodiana, questo è vero anche per quella francese (a cominciare dai tanti film di Marcel Carné realizzati con il poeta Jacques Prévert), indiana (dal ricchissimo cinema d’autore all’infinità di titoli girati a Bollywood), giapponese, messicana e iraniana. Queste ultime due sono grandi cinematografie anche di genere, contrariamente a quello che si potrebbe credere, che il festival in passato ha cercato di far riscoprire in tutte le loro sfaccettature.

Progetto da replicare

Progetto da replicare

Forse alcune rassegne a questo punto potrebbero essere replicate, con alcune aggiunte/sostituzioni visto il grande successo del Cinema ritrovato, soprattutto tra ragazze e ragazzi, che rappresentano più del 50 per cento degli spettatori.

Ora se ne accorgono sempre più le istituzioni e i media, basti pensare all’inchiesta di Milena Gabanelli e........

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