Forlì, un poker di sconfitte che fa malissimo. Tutte perse le sfide in casa delle rivali dirette
Demonte Harper, in difficoltà domenica sul parquet di Ruvo di Puglia dov’è giunta la sconfitta 87-84: senza un suo maggiore apporto strada in salita (Pallacanestro 2.015)
Articolo: Forlì Scafati 82-87: quarta sconfitta consecutiva per Unieuro
Articolo: Forlì sfida la storia nei playoff 2025: Unieuro cerca il successo in gara5
Articolo: Forlì deve tornare a correre in classifica. Vanificata la rimonta: è nel gruppo a rischio
La sconfitta di Ruvo di Puglia rischia di lasciare un segno profondo nella corsa salvezza della Pallacanestro 2.015 Forlì. Da un lato, i biancorossi hanno mancato l’occasione di superare Cento e tirarsi fuori, almeno temporaneamente, dalla zona playout. Dall’altro, il passo falso ha rimesso in piena corsa proprio la stessa Ruvo, ora a sole due lunghezze dalla coppia ferma a quota 20 punti. La lotta per l’unico pass che vale la salvezza diretta si trasforma così in un confronto a tre, quando fino a pochi giorni fa sembrava poter essere un duello.
Oltre alla classifica, Forlì ha poi perso l’ennesimo incrocio in trasferta contro una diretta rivale per la permanenza in serie A2. Sostanzialmente, non è riuscita a spuntarla contro nessuna delle dirette concorrenti per la salvezza lontano da via Punta di Ferro. Un trend che pesa come un macigno e che racconta di punti alla portata lasciati per strada, spesso con modalità simili. È un filo conduttore importante, in chiave negativa, che spiega anche il motivo per cui l’Unieuro, a un mese dal termine della regular season, si trova ancora impegnata a evitare lo spettro della retrocessione in serie B.
Il primo campanello d’allarme era del resto suonato già a ottobre, dunque a inizio stagione, proprio sul campo di Cento. Sconfitta 83-76 dopo essere stata avanti di 13 lunghezze all’intervallo, incassando ben 42 punti in meno di 20’ nel corso del secondo tempo di gara. A fine novembre, altro passaggio a vuoto sul campo di Roseto, fanalino di coda, con un 88-82 senza attenuanti e con Forlì mai realmente in controllo, nonostante il divario relativamente minimo alla sirena. Più di recente, quindi, a inizio febbraio, un copione simile andò in scena a Pistoia. Dove arrivò un ko 78-73 contro una squadra in difficoltà, guidando solo a sprazzi nei primi due quarti e senza mai riuscire ad alzare la voce sugli avversari toscani.
Infine, poche ore fa, Ruvo. Un’altra occasione gettata, forse la più pesante, considerando l’andamento del match e la posta in palio. Il +16 di inizio secondo quarto sembrava indirizzare la gara, ma i 53 punti concessi nei due periodi centrali hanno ribaltato completamente l’inerzia. Vantaggi costruiti e poi dilapidati, cali di tensione ed energia prolungati, spesso proprio nei momenti chiave delle partite. Tutto ciò, in termini di classifica, significa aver lasciato sul campo punti pesantissimi, potenzialmente decisivi, che ora si rischia di pagare a carissimo prezzo.
Perché, a questo punto, il margine di errore è praticamente azzerato. Le ultime sette giornate propongono un calendario tutt’altro che agevole. L’unico impegno sulla carta più abbordabile sarà quello interno contro Roseto. Per il resto, il livello si alza sensibilmente. E, soprattutto, andrà invertito il trend esterno che, fin qui, ha inciso in maniera determinante. Le trasferte di Scafati, Verona e Pesaro – ultimi ‘viaggi’ ancora da intraprendere – rappresentano ostacoli durissimi. Si tratta di squadre che hanno costruito gran parte delle loro fortune tra le mura amiche, perdendo appena tre gare casalinghe ciascuna.
Dopo aver sprecato occasioni preziose su campi alla portata, Forlì è quindi ora inevitabilmente chiamata a far punti su parquet ben più complessi. Il raggiungimento del quindicesimo posto passerà anche da qui.
© Riproduzione riservata
Continua a leggere tutte le notizie di sport su
