“I chili di plasma da eliminare sono 540”: lo scandalo nelle mail. Ma nessuno informò i vertici
Paolo Calcinaro, assessore regionale alla sanità; a destra, la foto con le sacche di plasma tra i rifiuti inviata con segnalazione anonima
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Ancona, 1 aprile 2026 – Il caso del plasma gettato tra i rifiuti speciali a Torrette si arricchisce di dettagli inquietanti, che spostano il focus dalla gestione logistica a un vero e proprio cortocircuito comunicativo tra i vertici della sanità marchigiana. Al centro del mistero, un silenzio durato sei giorni e un report interno, che quantifica lo spreco in numeri ben più drammatici di quelli inizialmente ipotizzati: 540 chilogrammi di plasma da eliminare.
La foto anonima e i sei giorni di silenzio
Tutto ha inizio ufficialmente il 18 marzo, quando un "anonimo marchigiano" invia la fotografia di cinque sacche di plasma in un cestino dei rifiuti non soltanto all’assessorato regionale alla sanità, ma sembrerebbe anche alle Avis. L’assessore regionale alla sanità, Paolo Calcinaro, e il Dipartimento salute della Regione si attivano immediatamente, chiedendo chiarimenti urgenti al direttore generale di Torrette, Armando Gozzini. Eppure, nonostante la gravità della segnalazione, da Torrette non sarebbe arrivato alcun riscontro per sei giorni. Finché lo scandalo non è esploso sui media. Un vuoto temporale che pesa come un macigno sulla gestione della crisi, mentre l’opinione pubblica iniziava a interrogarsi sulla veridicità di quegli scatti.
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La mail interna e la cartella "plasma eliminato"
Nel frattempo, all’interno dell’Officina del sangue, la situazione era già nota. Una mail interna al personale, datata 23 marzo, svela l’esistenza di un’attività di rendicontazione febbrile: una referente dell’Officina stava stilando un report del plasma non trattato nelle due settimane precedenti. Il dato che emerge è scioccante: "540 chili di plasma da eliminare". Una mole enorme di sangue donato dai cittadini e sprecato, documentata in una cartella condivisa internamente all’ufficio, denominata senza troppi giri di parole "plasma eliminato". Eppure, questa comunicazione non sarebbe mai arrivata né ai vertici di Torrette, né tantomeno in Regione.
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Lo sconcerto dell'assessore e la commissione di verifica
L’assessore Calcinaro, incalzato dai cronisti a margine del Consiglio regionale, difende l’operato della giunta, ma non nasconde lo sconcerto per il silenzio dei tecnici. Alla richiesta delle opposizioni di istituire una commissione d’inchiesta rimarca: "È un tema che riguarda anche la maggioranza, ma abbiamo già fatto la nomina di una commissione di verifica esattamente per le stesse finalità, con esperti del mestiere e super partes. Credo sia importante attendere l’esito anche presentandolo in commissione salute. Vediamo quale sarà la decisione della maggioranza, ma bisogna dare la precedenza a quello che uscirà fuori da questa commissione fatta di tecnici molto quotati".
L'allarme personale e le comunicazioni mancate
Il nodo del contendere resta la mancata segnalazione del rischio imminente. Nonostante gli allarmi lanciati dall’ex direttore del Dirmt, Mauro Montanari, sulla carenza di personale (due maternità note dall’inizio di febbraio che avrebbero messo in ginocchio la struttura, i veri rinforzi sono arrivati solo dal 16 marzo), nessuno avrebbe mai parlato esplicitamente di sacche da buttare durante i tavoli tecnici.
"La cosa che onestamente un po’ mi sconcerta è che tra tutte queste mail di allarme non c’è mai stata una comunicazione in cui si diceva che era stata buttata una sacca. Credo che sia difficilmente spiegabile e qualcuno appunto deve dare una spiegazione", sottolinea Calcinaro.
Il paradosso dei fondi: risorse per 2,1 milioni di euro
Il paradosso è che le risorse per il personale c’erano. L’assessore specifica che nel riparto dei fondi per il superamento del tetto di spesa "la parte del leone l’ha fatta l’Azienda di Torrette, alla quale sono stati destinati oltre 2,1 milioni di euro. Dopodiché Torrette ha l’autonomia per fare le proprie scelte. Fermo restando che nell’Officina del sangue lavorano 22 persone (complessivamente, ma quelle addette al plasma erano dieci, scese a otto, ndr), che possono essere a volte anche intercambiabili".
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