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Zapatero, il ‘santo laico’ della sinistra che rischia di affondare il ‘delfino’ Sanchez /

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28.05.2026

Pedro Sanchez sorride accanto all'ex premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero

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Madrid – Nelle elezioni del 2004 che si tennero nei due Paesi a breve distanza, la penisola iberica cambiò assieme governo passando da popolari, in Spagna, e socialdemocratici, in Portogallo, vale a dire due partiti di centrodestra, ai socialisti: José Luis Rodriguez Zapatero a Madrid e Antonio Guterres (attuale segretario generale dell’Onu) a Lisbona. Sembrò che da Occidente partisse un vento riformista che potesse travolgere a lungo il Continente. Era un periodo difficile dal punto di vista economico e militare, un po’ come ora: era in corso la guerra in Iraq, il conflitto israelo-palestinese viveva uno dei suoi momenti più caldi, l’Afghanistan dei Talebani faceva paura, nel Pakistan nord occidentale era in corso una vera e propria guerra civile.

Anche in quegli anni il costo dell’energia guardò in su. Zapatero fece una dura campagna elettorale contro i Popolari di José Maria Aznar fondata “sulle bugie che stanno dicendo a tutto il popolo: non fatevi prendere in giro” e ribaltò il risultato del 2000: il Partito socialista operaio spagnolo passò dal 34 al 42% guadagnando 39 seggi mentre l’ex premier scese dal 45 al 38% perdendone 35.

La vittoria di Zapatero fu netta: il leader........

© il Resto del Carlino