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Post contro Cavedagna. La foto con piazzale Loreto

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03.04.2026

La foto pubblicata sui social

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Sopra, la fotografia dell’europarlamentare meloniano Stefano Cavedagna che indica la sede di Fratelli d’Italia imbrattata con la scritta ‘fasci appesi’. Sotto, un fotomontaggio dello stesso Cavedagna, stavolta davanti a una foto di piazzale Loreto e il titolo: "Sbirri indicano cose. Fasci indicano se stessi". L’immagine è apparsa sulla pagina Instagram ‘BoloResiste’, che condivide moltissimi contenuti legati alla campagna contro il MuBa al Pilastro, come in passato aveva fatto con le iniziative contro il progetto delle scuole Besta. Il tono del post è lo stesso delle campagne d’odio che si leggono scritte sui muri, sempre più spesso, in questi giorni. E che vedono nel mirino la premier Meloni, gli esponenti del Governo e anche il sindaco Lepore e il Pd.

Un clima di tensione che porta indietro nel tempo e che non va sottovalutato solo perché espresso con strumenti diversi: oggi i social, ieri i volantini. "Sono allibito dal clima di odio che c’è in città, alimentato da certi mondi – il commento di Cavedagna –. Bisogna che le istituzioni locali intervengano isolando e fermando certi soggetti. È molto triste, perché in passato qualche pazzo ha compiuto anche gesti estremi. Non ci fanno paura, non ci fermeremo, continueremo con la nostra attività con ancora più convinzione per il bene di Bologna e dell’Italia. Non è nel nostro Dna arrenderci. Ho provveduto a segnalare alla Digos la situazione".

"Notiamo con grande preoccupazione come in città si stia consolidando un clima sempre più teso e pericoloso, in cui il confronto democratico-politico viene sostituito dall’odio, dall’intimidazione e dalla violenza", le parole di Francesco Sassone, coordinatore cittadino Fdi a commento delle immagini circolate nelle ultime ore. Che, per Sassone, "rappresentano un fatto gravissimo, che non può essere giustificato come una semplice provocazione. Siamo di fronte all’ennesimo episodio di odio politico, alimentato da un clima che troppo spesso giustifica attacchi personali e campagne di delegittimazione verso chi non si allinea a una certa visione ideologica. Quanto accaduto - conclude - non è critica politica, ma un attacco diretto alla persona e alle istituzioni che rappresenta".

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© il Resto del Carlino