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Il cimitero dell’orrore: oltre 50 cani uccisi e gettati. Indagato un cacciatore. “Ora vogliamo giustizia”

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04.04.2026

Sono 55 i cani ritrovati tra Loreto e Porto Recanati dalla Forestale

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Macerata, 4 aprile 2026 – C’è un indagato per il cimitero dei cani trovati morti i primi giorni di febbraio, nella scarpata di Scossicci, dopo il cavalcavia dell’autostrada A14, tra Porto Recanati e Loreto. È un cacciatore di 53 anni che abita a pochi chilometri dal luogo del macabro ritrovamento. La Procura di Macerata lo ha iscritto nel fascicolo degli indagati e l’ipotesi di reato contestata è uccisione di animali. Ma non è l’unico reato perché nella perquisizione effettuata alcune settimane fa dai carabinieri forestali, a casa sua, a Loreto, sono state trovate anche delle gabbiette con all’interno uccellini da richiamo non consentiti. È stato denunciato anche per quello.

Abitazione perquisita

I militari, arrivati con parecchi mezzi e in folto numero, hanno scandagliato l’abitazione da cima a fondo, sequestrando un’agenda piena di numeri di telefono e nomi, documenti cartacei dove ci sarebbero stati annotati altri nomi, anche di cani; hanno sequestrato anche attrezzatura da caccia e il cellulare dell’indagato. Il telefonino dovrà essere analizzato per risalire al traffico effettuato, i messaggi, le ricerche sul web e quant’altro ritenuto utile all’indagine.

Il reato contestato è uccisione di animali

I sospetti degli inquirenti hanno portato a lui seguendo una pista che però ora dovrà essere confermata. Il 53enne si sarebbe sbarazzato dei cani su richiesta di terze persone, forse proprio cani da caccia non più utili al loro scopo. Una verità tutta ancora da accertare. Alla perquisizione era presente anche un avvocato. All’appello mancano ancora le autopsie sulle oltre 50 carcasse che sono state trovate, tutte appartenenti a cani (per lo più sono scheletri) e una sola ad un gatto, prive di microchip. La Procura di Macerata non ha ancora autorizzato l’istituto zooprofilattico di Tolentino a iniziare gli accertamenti. Le autopsie sono fondamentali per risalire alla razza dei cani, se sono da caccia o meno.

"Smaltimento sistematico”

Intanto la Lndc Animal Protection interviene sulla vicenda alla luce delle novità sulle indagini. “Si parla di uno smaltimento sistematico – scrive in una nota l’associazione – di cani ritenuti non più idonei alla caccia, non più utili e considerati un peso economico. Prima di essere abbandonati tra i rifiuti sarebbero stati rimossi con precisione i microchip”.

“Se queste ipotesi saranno confermate – dice Piera Risati, presidente dell’associazione – ci troveremo di fronte a un sistema di morte lucido e organizzato, una visione aberrante che calpesta ogni principio etico. Chiediamo giustizia”. L’associazione Amici Animali Onlus di Osimo invece annuncia la volontà di indire una fiaccolata nel posto del ritrovamento dei cani morti.

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© il Resto del Carlino