Amber Glenn e Alysa Liu: la sorellanza delle Blade Angels. Se la prima cade, l’altra è la colonna accanto a lei
Se chiudiamo gli occhi e proviamo a immaginare nella nostra mente le atlete che pattinano sul ghiaccio, nel 99% dei casi – per non dire nella totalità – ci appariranno davanti figure eteree, bellissime e leggiadre, con abitini scintillanti, trucco e acconciature perfette, sul volto nessun segno di emozioni o difficoltà. Questo perché il pattinaggio di figura femminile soprattutto ci ha sempre venduto un’illusione: quella della ‘principessa’ di cristallo, un’immagine fatta di paillettes, sorrisi imperturbabili e una grazia che non sembra conoscere né la fatica né il dolore. Ma martedì sera, ai piedi della pista di Milano, quella teca di vetro è andata in frantumi. L’errore tecnico è stato solo l’innesco di un atto di profonda e sincera umanità.
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La principessa che si spezza
La 26enne Amber Glenn è entrata sul ghiaccio come una vera guerriera delle favole. Tre volte campionessa americana e attivista LGBTQ+, Glenn ha sempre cercato di trovare il giusto equilibrio tra la potenza dei suoi salti e l’ansia che a volte le stringe la gola. Sulle note di “Like a Prayer” la pattinatrice ha iniziato la sua routine in modo straordinario, atterrando il triplo Axel, uno dei salti più difficili e rari nel pattinaggio femminile. Tuttavia, verso la fine del programma, è arrivata la debacle sul triplo loop: in gergo tecnico si dice che ha "poppato" il salto, perché invece di completare le tre rotazioni previste, ne ha fatte solo due, atterrando un doppio loop e di fatto invalidando l’elemento che ha ricevuto uno zero dai giudici.
Invece di cercare di nascondere l’errore, Amber Glenn si è inginocchiata ed è scoppiata a piangere, consapevole di quanto accaduto e scaricando sul ghiaccio la tensione accumulata. In quel momento ha mostrato così la sua vera natura: una donna forte ma vulnerabile, ferita dai messaggi d’odio ricevuti nei giorni precedenti per aver criticato le politiche anti-woke del presidente Trump, schiacciata dall’ansia delle aspettative. Il suo dolore e la sua forza sono arrivati fino a Madonna che ha voluto sostenerla condividendo sui suoi canali social il video della performance di Amber e che poche ore prima le aveva mandato un messaggio di incoraggiamento.
Alysa 2.0: la cura di sé come atto di ribellione
Se Amber Glenn è la paladina nella lotta contro l’ansia, la compagna di team Alysa Liu è la dimostrazione di come si può superare un momento difficile. Quattro anni fa “la bambina prodigio” viveva una vita piuttosto solitaria: allenamenti intensi, pasti consumati da sola nei dormitori del Colorado e un futuro già tracciato da altri. A soli 16 anni, ha avuto il coraggio di dire “basta”. Liu non si è limitata a prendersi una pausa, ha messo in discussione l’idea che il successo sportivo debba avere la precedenza sulla salute mentale. Si è iscritta all’università per studiare psicologia, cercando di capire la pressione che l’aveva sopraffatta, e ha riscoperto la gioia di essere semplicemente “una ragazza normale”.
Il suo ritorno a Milano è un vero e proprio atto di libertà. Ora pattina per il puro piacere, non per inseguire un punteggio. Disegna i suoi costumi fino a tarda notte e parla con entusiasmo del gala di esibizione più che delle medaglie. A 20 anni ha capito che per salvare l’atleta doveva prima prendersi cura della persona. Questa consapevolezza la rende un “porto sicuro” per Amber Glenn. Il loro legame non si basa solo su semplici incoraggiamenti, ma su una profonda comprensione che solo chi ha vissuto in prima persona un momento difficile può avere. Mentre il mondo osservava il castello di Amber crollare, Alysa guardava la sua amica. E nonostante su di lei pesi la speranza Usa di una medaglia, terza dopo il programma corto, il suo primo pensiero è stato per Glenn: “Voglio solo che sia felice. Dopo andrò da lei".
La voce di Taylor Swift per le “Blade Angels”
Ma l’unione della squadra americana di pattinaggio di figura ha anche un’altra ambasciatrice d'eccezione. È stata proprio Taylor Swift a presentare ufficialmente le "Blade Angels" al mondo, prestando la sua voce e la sua canzone "Style" per il video di presentazione di NBC per il Team USA. "C'è qualcosa di magico nel vedere qualcuno che insegue un sogno con tutto ciò che ha", ha dichiarato la popstar, sottolineando come la forza di Alysa Liu, Amber Glenn e Isabeau Levito risieda proprio nella loro determinazione e nel legame che le unisce, trasformando uno sport individuale in un viaggio condiviso. E proprio le “Blade Angels" stanno portando a Milano una lezione preziosa: si può essere atleti d'élite senza smettere di essere umani (il compagno di team Ilia Malinin insegna). Stanno dicendo al mondo che la salute mentale conta più di un triplo axel. Giovedì torneranno in pista, ma la loro vittoria più grande – quella della verità – l'hanno già ottenuta.
