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Forlì, costa cara la zona Cesarini. A Campobasso la solita lezione

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Il portiere biancorosso Luca Martelli: un déjà vu per lui, in Molise, la palla da raccogliere in rete nel finale (in tale caso due volte) e senza sue colpe (Callegari)

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La maledizione della zona Cesarini ha colpito ancora il Forlì. Che è riuscito nell’impresa di soccombere (2-0) in pieno recupero anche all’’Axum Molinari Stadium’ di Campobasso, incassando due colpi al cuore e una sconfitta sanguinante. E poco importa il dominio del gioco nel momento in cui, per ingenuità, inesperienza o inadeguatezza non si riesce a capitalizzare la mole sesquipedale di occasioni prodotte. Non si vince? Allora si porta a casa il pareggio. Anche a costo di abiurare al proprio credo e parcheggiare un double-decker davanti alla porta. Sì, perché nel calcio contano i punti, andarci vicino vale solo a bocce. L’imperativo, infatti, è uno solo: salvaguardare il patrimonio della serie C.

Ad ogni modo, il beffardo ko in terra molisana, che fa il paio con il clamoroso harakiri dell’andata – Lupi ammansiti 2-0 nel primo tempo e famelici 2-3 nella ripresa –, certifica, ove ce ne fosse stato bisogno, l’insofferenza della banda Miramari all’additional time. Con lo stop di Campobasso, sono salite a cinque le partite nelle quali il Forlì ha subìto gol in pieno recupero: di queste, quattro sono terminate con una sconfitta, mentre una con la vittoria. Segnatamente, alla 6ª giornata il Forlì piegò 3-1 (a segno Macrì, Menarini e di rigore Petrelli) la Vis Pesaro, il cui gol della bandiera, al 50’ del secondo tempo, venne realizzato da Tavernaro.

Quattro giorni dopo, al contrario, il Galletto fu spennato a Pontedera (2-1), per effetto di un gollonzo di Vitali al 49’ che vanificò il momentaneo pareggio acciuffato da Franzolini al 42’. Forlì ko di corto muso anche alla 20ª, allorquando al ‘Morgagni’ la capolista Arezzo, dopo un match di rincorsa e soffertissimo, riuscì a ribaltare i biancorossi (1-2) in pieno recupero grazie a un lampo di Shaka Mawuli, colpevolmente incustodito dalla latitante difesa di casa e lesto a castigare Martelli su impulso da calcio piazzato.

Ma l’apice del tafazzismo è stato raggiunto alla 30ª giornata a Pineto, laddove il Forlì ha provato sulla propria pelle la regola più crudele del calcio: gol mangiato, gol subìto. Recuperate due reti di svantaggio (a segno Franzolini e su rigore Trombetta), il Galletto fallì sciaguratamente il colpo del ko con Farinelli, la cui ciabattata a porta spalancata, su assist di puro cashmere di Zagre, terminò alta sopra la traversa. Ebbene, sul ribaltamento di fronte Nebuloso infilzò Martelli.

Il resto è storia recente: uno-due mortifero del Campobasso con Lancini e Sall in 5’ di un additional time di inaudita follia. In totale 4 punti persi che, ove conquistati, avrebbero visto il Forlì in una botte di ferro: undicesimo a quota 39, davanti a Livorno (37) e Guidonia Montecelio (36) e a distanza siderale dalla Sambenedettese, i cui 29 punti, attualmente, marcano il confine dalla zona playout. Terminasse oggi il campionato, infatti, si disputerebbe solo uno spareggio salvezza, in virtù del gap superiore agli 8 punti che separa il Pontedera, ultimo, dalla Torres (16ª). Insomma, una cosa è certa: per la salvezza diretta ci sarà ancora da sudare.

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