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La “Leggerezza“ fisica di Lorenzo Amadori

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04.04.2026

Alla Falegnameria di Palazzo Mosca a Pesaro, spazio dedicato alle arti visive contemporanee della Fondazione Pescheria, inaugura la mostra Leggerezza...

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Alla Falegnameria di Palazzo Mosca a Pesaro, spazio dedicato alle arti visive contemporanee della Fondazione Pescheria, inaugura la mostra Leggerezza di Lorenzo Amadori. Pesarese, classe 1972, la sua formazione artistica si concretizza frequentando l’urbinate Scuola del Libro, fucina riconosciuta di giovani creativi talentuosi. L’esposizione, che inaugura oggi alle ore 18, presenta una serie di opere, tra pitture, carte da parati, monili e sculture che compongono una potenzialità creativa eclettica e coerente che nel tempo, ha reso il suo lavoro fortemente identitario.

I materiali usati nella costruzione fisica dei lavori, depongono in favore di una grande manualità di Amadori e allo stesso tempo ne esprimono una grande curiosità sperimentale: tra le sue mani, ceramica, resina, polistirolo, metalli e pittura si trasformano in docili strumenti capaci da dare forma e anima alle opere che concepisce. Una delle prerogative più evidenti della poetica espressa da questo artista è l’uso dell’ironia, un’attitudine che conferisce leggerezza alle creazioni e che, nel contempo, ne offre una visione più cinica e reale. Ludiche e serie, surreali ma possibili, dinamiche e statiche, sono questi gli aggettivi che nutrono il concetto di paradosso che vive in queste opere.

Al riguardo la curatrice della mostra, Roberta Ridolfi spiega: "Potremmo definire il lavoro di Amadori in parte anche onirico ma rischieremmo di limitarlo entro i confini di una etichetta che coglie solo una sfaccettatura della sua creatività. Egli crea opere complesse, non tanto sul piano concettuale, quanto piuttosto su quello emotivo, quel filo rosso di cui si accenna in questo testo è una sorta di Filo di Arianna al contrario: più lo si segue, più si rischia di perdersi. Queste opere attirano per la loro estetica familiare e rassicurante: chi non vorrebbe afferrare il filo di un grazioso palloncino? E chi rinuncerebbe a toccare quei particolari nelle tele che escono dai limiti del supporto? Tutti saremmo tentati, se non fosse per la fragilità sconcertante che incarnano, per quel loro essere metafora e paradosso del vivere stesso".

La mostra, che resterà visitabile fino al 3 maggio, è accompagnata da una raffinata pubblicazione edita da Magonza editore contenente testi di Alberto Barbadoro, Giorgio Cardazzo, Sebastiano Guerrera, Stefano Pompucci e Roberta Ridolfi. Orari della mostra: da martedì a giovedì 10–13/15–18 ; da venerdì a domenica 10-13/15-19. ingresso con card Pesaro Musei/biglietto singolo; gratuito fino a 18 anni, studenti del Conservatorio Rossini e possessori Carta Famiglia del Comune di Pesaro.

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