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Gli esiti del voto. Il PD: "Ha vinto la Costituzione". Delusione del centrodestra

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24.03.2026

Ancarani (Forza Italia): "L’affluenza alle urne ci dice però che la democrazia si è risvegliata". Grandi (FdI): " Io speravo in un’onda di sostegno al governo".

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A sinistra si celebra la vittoria, a destra ci si lecca le ferite. "Il voto di oggi (ieri, ndr) è un segnale chiaro – scrive in una nota Nicola Dalmonte, segretario provinciale del Partito Democratico – e siamo soddisfatti di questo risultato: ha vinto la Costituzione. Il No si è affermato in tutti i comuni della provincia con una percentuale che in totale supera il 58%. L’affluenza è stata molto alta, a conferma di una partecipazione ampia e diffusa. I cittadini hanno respinto una riforma che avrebbe compromesso l’equilibrio tra i poteri dello Stato e bocciato convintamente il metodo con cui il Governo ha cercato di orientare il voto". Risultato frutto anche della mobilitazione che, Pd in testa, è stata messa in campo.

"In tutta la provincia abbiamo organizzato momenti di confronto e informazione per spiegare nel merito questa riforma - afferma Guido Fabbri, coordinatore provinciale del Pd della campagna per il No – e il risultato dimostra che c’è stata una partecipazione consapevole e una forte attenzione ai contenuti di una riforma che non affrontava i veri problemi della giustizia italiana. Ora si apre una fase nuova: la giustizia ha bisogno di riforme serie che riducano i tempi dei processi, rafforzino gli organici e migliorino il funzionamento del sistema, nel pieno rispetto dei principi costituzionali. Continueremo a lavorare perché il tema della giustizia resti al centro del dibattito pubblico con l’obiettivo di migliorarne concretamente il funzionamento nell’interesse dei cittadini".

Toni diversi, ovviamente, tra i sostenitori del Sì.

"Gli italiani si sono recati in massa alle urne e hanno fornito una risposta chiara e chi come me – spiega Alberto Ancarani capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale – ha fatto una intensa campagna elettorale per il Sì si sente sconfitto. Però l’affluenza alle urne ci dice che la democrazia si è risvegliata e quando gli italiani hanno capito che si votava per qualcosa di importante hanno raccolto la sfida e votato più contro le politiche del governo che contro i contenuti della riforma". Ad Ancarani resta l’amaro in bocca, con una recriminazione: "Il centro-destra ha inizialmente preso sotto gamba il referendum, non rendendosi conto che il centro-sinistra stava chiamando gli elettori ad esprimersi non tanto sul merito della riforma quanto sull’operato del governo".

Che non si tratti di un voto contro il governo si dice certo Nicola Grandi, capogruppo in consiglio comunale per Fratelli d’Italia: "piuttosto non c’è quella sintonia che sarebbe auspicabile tra i cittadini e il governo. Quando si tratta di toccare la Costituzioni gli italiani sono sempre timorosi. Io speravo in un’onda di sostegno al governo che lo spingesse verso questa e altre riforme a nostro avviso necessarie. Se mi sento sconfitto? No, Siamo in democrazia e le scelte democratiche vanno accolte e rispettate. Mi sento sconfitto se perde l’Inter, non se la gente vota diversamente da quel che io posso sperare", conclude Grandi.

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