Bufera sul ristorante col nome sessista. “Inopportuno, tuteleremo le donne”
Lorena Fantozzi, vicesindaco e assessore alle attività economiche di Cesenatico
Articolo: Nome sessista al nuovo ristorante, lo stop del sindaco: “Cambiatelo, è offensivo”
Articolo: Mister Olidata entra nel calcio, vicino all’acquisto della Salernitana
Cesena, 16 marzo 2026 – Il caso dell’ex ristorante Mediterraneo che cambia gestione e prende il nome di “Mignotta Maledetta”, che nell’insegna è “M.M.” con il simbolo di un’anatra e di un cuore, continua a tenere banco.
Siamo sul porto canale di Cesenatico, in via Marino Moretti, sull’asta di Ponente, una delle zone più frequentate dai buongustai amanti dei piatti di pesce. I nuovi padroni di casa sono due persone note in città, l’agente immobiliare Mirko Pavirani e il ristoratore Roberto Gavagnin.
La polemica: dai social alla stampa nazionale
Sul nome scelto si è scatenata una polemica sui social, amplificata da centinaia di commenti e dall’interesse di giornali e media anche a livello nazionale. C’è chi è d’accordo sull’idea, reputandola originale ed in grado di pubblicizzare bene il nuovo ristorante; c’è chi ritiene questo nome sessista e non rispettoso delle donne, mentre altri invitano tutti ad occuparsi d’altro.
Il Comune di Cesenatico, come si suol dire c’è finito in mezzo, in quanto l’insegna, come indicano la legge ed i regolamenti, deve essere autorizzata, nell’uso dei materiali in cui è realizzata, nei colori ed anche nel testo. All’interno dell’amministrazione comunale, la persona competente è la vicesindaco Lorena Fantozzi, la quale ha le deleghe per le attività economiche e per le pari opportunità. È quindi lei la persona giusta a cui chiedere come sono realmente andate le cose da parte del Comune.
Cosa dice la legge sui nomi dei locali
“Al nostro ufficio commercio non è arrivata nessuna istanza ufficiale ma solo una richiesta verbale. La dirigente Chiara Benaglia ha spiegato come un nome del genere sia contrario a tutta una serie di norme vigenti: in primis l’articolo 23 del codice della strada che impone che “è vietato sulle strade e sui veicoli qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi”. A questo fa aggiunto il regolamento di Polizia Locale”.
Mister Olidata entra nel calcio, vicino all’acquisto della Salernitana
Quindi di concreto, cioè nero su bianco, non vi è nulla, tuttavia, la comunicazione non tarderà molto ad arrivare, dal momento in cui il ristorante sarà inaugurato in aprile. “La pratica a livello scritto ancora deve arrivare – conferma la vicesindaca Fantozzi – e in caso la valuteremo a partire dalle norme vigenti. C’è anche però da considerare un aspetto politico e sociale importante, perchè facciamo molte iniziative, anche nelle scuole, per comunicare ai ragazzi che le parole hanno un peso e l’importanza di un linguaggio rispettoso della donna; in casi come questi si rischia di vanificare ciò che facciamo giorno dopo giorno”.
"Una provocazione per attirare l’attenzione sul ristorante”
D’altro canto la Fantozzi come responsabile dello sviluppo economico è contenta del fatto che apra un’attività e augura ai due titolari del ristorante che sia un successo. A questo punto è doveroso chiedere alla vicesindaca perché secondo lei è successo tutto questo putiferio. “Ritengo che si tratti di una grande provocazione per attirare l’attenzione su una nuova attività, ma rimango sempre del parere che un nome del genere sia profondamente inopportuno. Non si tratta di essere bigotti o di minare la libertà di espressione ma di tutelare invece decoro, buongusto e soprattutto la parità di genere. Le parole sono il fondamento della società e dobbiamo costruire una cultura nuova che parta dal rispetto per le donne”. In attesa che arrivi la richiesta scritta all’ufficio commercio del Comune per installare l’insegna, in questo clima di tifo da stadio, le persone si schierano.
“Io faccio il tifo per le donne – conclude la vicesindaco Lorena Fantozzi – e ribadisco l’importanza di vivere in una società dove non si mettono a disagio le donne”.
© Riproduzione riservata
