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Sinner torna a 1000, Indian Wells è suo. Due tie-break d’oro: sconfitto Medvedev

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16.03.2026

Sinner torna a 1000, Indian Wells è suo. Due tie-break d’oro: sconfitto Medvedev

Sinner torna a 1000, Indian Wells è suo. Due tie-break d’oro: sconfitto Medvedev

Prima volta di Jannik nel ‘quinto Slam’ californiano: arriva anche un grande bottino di punti inseguendo Alcaraz al numero uno

Jannik Sinner, 24 anni, non aveva mai vinto il prestigioso torneo californiano

Roma, 16 marzo 2026 – L’hanno visto temprarsi al caldo. Palleggiare sotto il sole torrido, scambi lunghi per provare a dire: afa non mi fai paura. Ci voleva un allenamento alla Rocky Balboa per battere un Medvedev tornato quello dei tempi d’oro. Jannik Sinner si batte il petto e doma l’Orso con un doppio tie break e vince Indian Wells, l’unico masters 1000 sul veloce che mancava alla collezione del numero 2 al mondo, da ieri di nuovo un po’ più vicino in classifica a Carlos Alcaraz.

C’è che il russo tremendo sembra costruito apposta per sbarrar la strada ai grandi (di cui fa parte) e rovinar le feste. In questa sua versione ritrovata lo ha fatto sabato con Alcaraz lo fece con Djokovic agli Us Open 2021, strappandogli il sogno Grande Slam. A proposito, proprio ieri il serbo ha annunciato che non prenderà parte al ’mille’ di Miami a causa di un infortunio alla spalla.

Così Daniil è diventato metro di giudizio, pungolo per cambiare e migliorare quando mai Jannik vinceva. L’azzurro ha messo le mani al proprio tennis trovando Coppe Davis e Slam e pure il modo di disinnescarlo. Ma l’impatto con l’Orso è sempre duro: in campo si fa subito muro di gomma in scambi estenuanti da oltre venti colpi. Altissime velocità di crociera, Sinner spinge, Medvedev ancora di più, sa che deve farlo se vuole battere il numero 2 al mondo. Il settimo game diventa un fiume di chance fallite con il russo meno efficiente al servizio e l’altoatesino non abbastanza freddo da concretizzare due palle break.

La battuta resta la discriminante dove prendere l’iniziativa coincide quasi sempre con il punto, e quindi Jannik non si tira indietro davanti al serve & volley. Equilibrio sul filo che si trascina fino a un tie break punto a punto, dove Jannik Serve praticamente solo prime, poi piomba come un falco sulla prima incertezza di Medvedev. Al russo basta lasciare un pelo il gas sul 6-6 per concedere il passo e il primo set all’azzurro.

La schermaglia smorza i toni quando il fisico comincia un po’ a chiedere il conto sul principio del secondo set. Cala il rendimento di entrambi, non scende però la tensione della lotta, e anche se diminuisce il numero delle prime in campo di Jannik non si vedono passaggi a vuoto nel tennis dei due finalisti. I due si tengono a distanza di sicurezza, poche perle (come un pallonetto di rovescio dell’azzurro) e tante botte da fondocampo senza farsi male veramente, mentre il parziale si trascina verso lo stesso destino del primo. E l’inizio del tie break è uno choc, con Sinner immediatamente sotto di due minibreak e un 0-4 pesante. E’ lì che viene fuori la sua capacità di restare incollato al match: si aiuta col servizio e la solidità da fondo, lì dove pure il muro di gomma russo niente può. Fa l’Impossibile, l’orso è domato di cuore.

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