Neffa: “Il palazzo di via Ugo Bassi, i concerti al Bestial Market, l’hardcore: così Bologna mi ha cresciuto”
Neffa riceve la Turrita d'argento, l'artista con il sindaco di Bologna Matteo Lepore (FotoSchicchi)
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Bologna, 22 aprile 2026 - Neffa riceve la Turrita d’argento. Giovanni Pellino, vero nome del rapper e cantautore, ha ricevuto l’onorificenza direttamente dal sindaco Matteo Lepore per aver “aiutato generazioni a conoscere Bologna anche attraverso la sua musica”.
Nato a Scafati, ma trasferitosi a Bologna quando aveva 8 anni, l’artista emozionato è stato accolto nella Sala rossa di Palazzo d’Accursio sulle note del suo successo ‘Aspettando il sole’.
La cerimonia Neffa ha ricevuto la Turrita davanti al sindaco, all’assessore alla Cultura Daniele Del Pozzo (che ha ripercorso la sua carriera musicale e letto le motivazioni ufficiali dell’onorificenza), ai consiglieri comunali e anche a qualche fan che si è intrufolato in Comune.
Come detto, in sottofondo nella Sala rossa sono state fatte risuonare le melodie di alcuni dei suoi successi più famosi per accompagnare la cerimonia. Qualche selfie, qualche autografo, qualche aneddoto (“Quando sono arrivato a Bologna mi chiamavano addirittura ‘marocchino’”, dice) e poi via con il rituale.
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Neffa: “Bologna mi ha dato l’imprinting artistico”
Le parole di Neffa “Ringrazio il sindaco e l'amministrazione per questa onorificenza, quantomeno improbabile e inattesa nella mia vita - le parole di Neffa -. Mi sono sempre considerato una scheggia impazzita. Mi sono sempre trovato male in percorsi che vedevo già tracciati. Sono arrivato in questa città che non avevo ancora compiuto otto anni e già parlavo un po' con l'accento romano, perché abitavo a Roma prima, quindi è stato difficile per me cambiare città a quell'età, essere sradicato dal cortile dove stavo giocando e passare a trovarsi in un palazzo di uffici in via Ugo Bassi. Però questa città mi ha accolto e io mi ricordo sempre quando compravo i vecchi album di figurine e c'era la foto del calciatore e c'era scritto 'cresciuto calcisticamente'. Ecco, mi ricordo che quando, verso i vent'anni, mi chiedevano un po' della mia storia dicevo sempre 'cresciuto calcisticamente a Bologna', nel senso che questa è la città che mi ha dato l'imprinting artistico”.
“Ho sentito subito un bisogno forte di muovermi in strade alternative - prosegue il rapper -. E voglio dire che questo premio, anzi questa onorificenza in realtà la considero e la condivido con centinaia di persone che hanno accompagnato il mio cammino in una realtà di Bologna che non è quella consueta, ma è quella delle occupazioni. Ho cominciato a suonare in posti come il Bestial Market, che era in Piazza Verdi, e poi ho suonato al Livello 57, ma prima ancora all'Isola nel Kantiere, le case occupate di via Desella e via Galliera, dove ho conosciuto l'attitudine hardcore che ha fatto sì che forse il mio modo di fare fosse quello che è e fosse diverso da tanti altri. Proprio perché ho ricevuto da questa scena di Bologna, a cavallo tra gli Ottanta e i Novanta, il messaggio che l'importante era ‘spaccare’ e non aspettare di avere mezzi o possibilità, ma un po' prendersi le cose. Ora ovviamente siamo in altri tempi: oggi una città come Bologna è sicuramente molto attenta, anzi è volenterosa di dare un'accelerazione a quella che è la musica dal basso, i ragazzi che si avvicinano a questa musica. Oggi non c'è così tanto la necessità di andarsi a prendere spazi, viviamo in una cultura che ci capisce perfettamente. Il fatto stesso che un assessore abbia riportato questa storia di fantascienza artistica pulp (il suo percorso artistico, ndr) fa sì che ormai quello che abbiamo fatto è diventato di conoscenza per tutti, sia noto a tutti. In realtà è stato un percorso veramente molto misterioso, io non so cosa mi ha portato qui. So che la città di Bologna mi ha accolto e accolgo io questa onorificenza con veramente umiltà e vi ringrazio tantissimo”.
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Il sindaco Lepore: “Generazioni hanno amato Bologna attraverso la musica di Neffa”
Il sindaco ricordo come siano passati 30 anni dal primo disco, ‘Neffa e i messaggeri della Dopa’: “Per noi questo è un riconoscimento per chi è cresciuto a Bologna. L’abbiamo scritto anche fuori dal Comune: ‘Bolognesi dal primo giorno’ perché bolognesi si può nascere, ma si diventa. E credo che Bologna sia anche cambiata attraverso la musica di Neffa, le cose che ha vissuto e raccontato. Le generazioni successive hanno amato Bologna anche attraverso la sua musica. Questo è successo anche per altri artisti, ma non tutti hanno avuto l’onore e l’onere di aver fondato una scuola musicale. A Bologna in tanti hanno fondato scuole musicali: Padre Martini è stato il primo, si studia nei libri di scuola. Chissà se domani nei libri si studierà anche Neffa perché ha dato vita a scena musicale. La mia generazione e quelle successive lo pensano”.
“Abbiamo aperto anche la Sala dei vinili in Salaborsa e non mancano vinili di Neffa - chiude Lepore -. Dietro questa consegna c’è un ringraziamento, ma soprattutto un pensiero a tanti giovani che vivono la città adesso adesso pensando a cosa potranno fare in Italia e nel mondo”.
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