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Omoda e Jaecoo, il suv made in Cina. “Qui grandi occasioni di mercato. Elettrico e ibrido, la scelta giusta”

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11.03.2026

Il taglio del nastro nella nuova concessionaria di Chery a Villanova: presente anche il sindaco Carlo Gubellini

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Bologna, 11 marzo 2026 – Sono già un centinaio al mese le auto del gruppo Chery vendute nell’area di Bologna: suv elettrici, full hybrid e super plug-in hybrid, di marchi come Omoda e Jaecoo. E oggi grande festa al taglio del nastro ufficiale alla concessionaria di Villanova di Castenaso, aperta da un anno, che vende i marchi di uno dei colossi emergenti dell’industria automobilistica cinese, pronti a conquistare quote di mercato in Europa. Sono già 28 milioni le auto vendute ogni anno dal gruppo, di cui 1,3 milioni destinate all’export oltre i confini del gigante asiatico.

Puntiamo al 12% del mercato europeo

“Nella penisola abbiamo già conquistato il 2% del mercato – spiega Nicola Marsala, direttore business per l’Italia –. In Emilia-Romagna annoveriamo dieci concessionarie, sul totale delle sessantasei italiane: qui puntiamo forte, questa regione significa il 10-15% delle vendite nazionali. Nel 2026 il gruppo punta a passare dall’attuale 8% fino al 12% del mercato europeo. La Cina non ha paura dell’elettrico e dell’ibrido, e i consumatori neppure: già ora le nostre auto arrivano in sessantaquattro paesi”.

I modelli ammiraglia sono Omoda 9 e Jaecoo 8: “Vetture che oltre al motore elettrico e a quello termico dispongono di un terzo motore deputato a ricaricare la batteria, per un’autonomia che supera i mille chilometri, spingendosi anche fino a 1.200. Significa guidare quasi sempre in elettrico, senza il timore di essere ’abbandonati’ dal motore o dalla batteria”.

"Lo choc energetico non ci preoccupa”

Quanto la guerra in Iran e la crisi energetica influenzeranno la crescita del gruppo?  “Lo choc energetico non ci preoccupa eccessivamente – prosegue Marsala –: auto come queste, elettriche o ibride, hanno emissioni di CO2 inferiori ai 60 grammi per chilo. Il che si traduce in bassi consumi, vantaggi fiscali, prezzi destinati a rimanere estremamente concorrenziali: le nostre ammiraglie hanno un costo di 51mila euro”.

Trasporti dalla Cina all’Europa

Qualche timore in più sul fronte dei trasporti dalla Cina all’Europa: “Le rotte marittime sono state ridisegnate per via del conflitto – entra nel dettaglio Kevin Cheng, ceo Italia del gruppo Chery –. Ma non ci saranno effetti immediati sui prezzi delle vetture: non vediamo all’orizzonte dei problemi in fatto di supply chain”.

“Accogliamo un gruppo importante, che si va consolidando, il fatto che investano qui è una buona notizia per Castenaso – commenta il sindaco Carlo Gubellini –. Investimenti così forti sull’elettrico sono un segnale per l’Europa: il futuro va in quella direzione”.

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© il Resto del Carlino