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Missione Birmingham. Sassoli de Bianchi: "Il Bologna ci fa sognare. Mi ricorda quello del ’99" /

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Lorenzo Sassoli de Bianchi, a fianco Nikola Moro e Federico Bernardeschi

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Bologna, 22 marzo 2026 – Solo un leggero infortunio alla caviglia ha impedito a Lorenzo Sassoli de Bianchi, patron di Valsoia, numero uno di Auditel e storico tifoso rossoblù, di essere all’Olimpico giovedì per quella che resterà una delle partite più memorabili della storia recente del Bologna, in Europa e non solo. "Ma l’ho vissuta come se fossi stato allo stadio – confida –. Un ricordo che rimarrà indelebile, analogo alle sfide di Champions League dell’anno scorso".

Presidente Sassoli de Bianchi, in palio c’è la storia: passare il turno vorrebbe dire eguagliare il miglior piazzamento di sempre dei rossoblù in Europa, quella semifinale di Coppa Uefa del ‘99.

"Era un grande Bologna, con campioni quali Signori e Nervo, un tecnico come Mazzone e un presidente lungimirante, Giuseppe Gazzoni Frascara. Dispiace un po’ che quella squadra venga ricordata forse meno di quanto meriterebbe: d’altra parte, noto con piacere che i tifosi contemporanei sanno riconoscere a Saputo e Italiano i loro meriti, tutti hanno compreso quanto sia stato complicato portare il Bologna a questi vertici".

Nel mezzo ci saranno le forche caudine della sfida azzurra contro Irlanda del Nord e, si spera, contro Galles o Bosnia. Il mister non ha convocato alcun rossoblù, si è sorpreso?

"Oggettivamente sì, considerando lo status di talenti quali Bernardeschi e Orsolini. In una nazionale non è facile organizzare tattiche di gioco, considerando la manciata di giorni a disposizione, dunque la scelta più ovvia sarebbe quella di puntare sulle qualità individuali: pochi sanno saltare l’uomo come Orsolini e Bernardeschi. Ma evidentemente sono state fatte altre scelte".

Sicuramente i rossoblù non rischieranno contraccolpi psicologici dinanzi a un’eventuale terza disfatta della Nazionale, non trova?

"Sì, anche se ritengo che saltare la terza Coppa del mondo avrebbe conseguenze epocali su tutto il calcio italiano, e non solo. Da presidente dell’Auditel posso certificare come non ci fosse nulla capace di attirare l’attenzione di tutti quale un mondiale di calcio. Come molti, anch’io ricordo dov’ero all’epoca di ‘quell’altro’ 4-3, quello del 1970 in Messico. Spero davvero che l’Italia possa farcela, è una questione esistenziale".

Nel frattempo però c’è anche un campionato da portare a termine: Italiano ha mostrato segni di insofferenza per le critiche, sono state davvero troppo ingenerose?

"I tifosi devono avere la maturità per capire che in Europa il Bologna sta facendo qualcosa di incredibile, e che la sua panchina non è infinita. A tutti dico: ricordiamoci di quando soffrivamo perché costantemente in zona retrocessione. Fare un campionato tranquillo, a metà classifica, è più che accettabile dopo le due stagioni trionfali alle spalle, soprattutto alla luce del fatto che il Bologna si sta giocando un posto nella prossima Champions League, il che va evidenziato".

L’Aston Villa fa paura? È pur sempre una squadra di Premier League e ci ha già battuto due volte...

"Gioca in un campionato che è di un altro livello rispetto a quello italiano, anche su questo aspetto dobbiamo essere franchi. Ma è una squadra che conosciamo, che sappiamo come gioca, e che Italiano saprà decifrare nel miglior modo, ne sono convinto. Insomma, sì, sono ottimista".

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