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Muore il vescovo Kulli in Albania, preti reggiani ‘prestati’ per la messa: “Diamo una mano ai nostri fratelli”

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08.03.2026

Un momento di solidarietà all’interno della diocesi di Sapa, in Albania, con il monsignor Kulli

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Reggio Emilia, 7 marzo 2026 – Gli amici si vedono nel momento del bisogno. Se poi il legame è tra gemelli, l’aiuto è ancora più sentito. Sono passati più di tre mesi dalla terribile notizia della morte a soli 52 anni a causa di un infarto, del vescovo monsignor Simon Kulli che ha lasciato un grande vuoto nella diocesi di Sapa, in Albania. Un luogo legato a doppio filo con la diocesi di Reggio Emilia - Guastalla che, dopo la caduta del regime comunista, nel 1992 si è prodigata nell’annuncio del Vangelo proprio nella diocesi albanese e, in particolare, la presenza missionaria reggiana è tutt’oggi caratterizzata dal servizio delle suore Carmelitane Minori nella Casa di Carità di Laç Vau Deiës.

Solidarietà e amicizia

Grazie all’iniziativa di alcuni sacerdoti reggiani, sotto l’organizzazione di don Marco Ferrari, responsabile del Centro Missionario diocesano di Reggio Emilia, si è pensata la presenza di presbiteri nella missione nel ’Paese delle Aquile’, come segno di solidarietà e amicizia oltre al celebrare le messe ed altre attività pastorali, nella semplicità di chi si pone a servizio senza nemmeno sapere la lingua.

Preti in aiuto in Albania

Un primo prete, don Giordano Goccini, è già stato in Albania, per alcune proposte pastorali, incontrando anche la Caritas diocesana e la Casa di Carità. Sono invece in partenza, don Luca Grassi e don Alessandro Ravazzini per un momento di formazione al clero albanese di Sapa, mentre don Carlo Fantini, già missionario fidei donum in Albania, visiterà la Chiesa gemella in occasione della Pasqua per le celebrazioni e le confessioni grazie alla padronanza della lingua albanese.

Le visite reggiane proseguiranno poi fino verso fine anno con don Paolo Crotti, don Sergio Pellati e don Marco Ferrari. “Il rapporto che avevamo con il vescovo Simon - dice don Marco Ferrari - ci ha spinto a fornire un segno di solidarietà e sostegno ai nostri fratelli albanesi. Mons. Kulli lo avevamo conosciuto fin dai campi missionari reggiani dei primi anni novanta quando, da seminarista, ci accompagnava nelle comunità locali”.

Come è nata questa proposta?

“Ci siamo trovati fra alcuni preti a pranzo e abbiamo avuto il sentimento comune di farci sentire come fratelli per un segno di vicinanza. Quindi abbiamo condiviso le disponibilità per essere presenti in diversi momenti ringraziando chi ci sostituirà nel servizio qui nella nostre parrocchie”. E poi la lingua. “Non la conosciamo ma non è un problema, l’importante è il segno di presenza. Per le messe sono sicuro che troveremo il modo di leggere in albanese poi qualcuno penserà all’omelia. E per le altre iniziative avremo chi traduce”. Insomma il legame con la Chiesa sorella albanese è molto forte. “Sì! Anzi avremo una visita di una delegazione di Sapa nella seconda metà di marzo. Sabato 21 alle 18 verrà celebrata una messa a Castelnovo Monti con la comunità albanese presente sul nostro territorio, mentre domenica 22 alle 16, il coro diocesano di Sapa animerà la veglia di preghiera per i Martiri in Sant’Anselmo”.

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© il Resto del Carlino