Dall'Appennino alla gloria olimpica: chi sono gli skiman emiliani che dominano la neve
Bologna, 21 febbraio 2026 – Davanti ci sono gli atleti, certo. L'Italia però è anche un paese di artigiani che sa vincere le medaglie anche dietro le quinte. È il caso, ad esempio, della truppa, è proprio il caso di chiamarla così, degli skiman emiliani. Che non sono andati sul podio, ma ci hanno mandato i loro atleti grazie a sci veloci e sempre performanti.
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La 'scuola' di Frassinoro
Frassinoro è un piccolo Comune dell'Appennino modenese, a circa 1000 metri di altitudine. Capace di partorire una vera e propria scuola di skiman che negli ultimi anni si sono specializzati nel biathlon. Simone Biondini è nel team tecnico dell'Italia che ha portato a casa un oro con Lisa Vittozzi e un argento nella staffetta mista. “Abbiamo conquistato il primo storico oro per la nostra disciplina ai Giochi – il suo commento – anche se questa Olimpiade ci ha riservato qualche delusione al maschile. Però non possiamo che essere felici”. Anche nell'addio a una campionessa come Dorothea Wierer, che con la mass start di oggi ha chiuso la sua carriera con gli sci e la carabina: “Davvero un esempio per tutti noi”, la chiosa di Biondini.
Come lui, più di lui, Gianluca Marcolini, anche lui frassinorese, decano della scuola, già oro olimpico con Stefania Belmondo (era sci di fondo) a Salt Lake City 2002, qui alla sua settima Olimpiade, col team della Norvegia. Che nel biathlon ha conquistato addirittura 11 medaglie, di cui tre d'oro: "Un bilancio che va molto oltre le nostre aspettative – il racconto di Marcolini –. Per la Norvegia questa doveva essere una sorta di Olimpiade 'transitoria' visti gli addii dei due fratelli Bo, i nostri fuoriclasse degli anni recenti. Invece gli atleti sono stati straordinari, davvero bravissimi a fare quello che hanno fatto”. Marcolini parla poi delle sue sensazioni personali ai Giochi: “Una bellissima Olimpiade, organizzata molto bene: un'emozione enorme, anche se io lavoro per una nazionale straniera e non preparo gli sci agli italiani. Difficile ripetere un'emozione così, e ve lo dice uno che di Giochi ne ha già fatti sette”. Con loro, sempre di Frassinoro, anche Federico Fontana e Giovanni Ferrari, skiman della Nazionale degli Stati Uniti, uscita senza medaglie dalla manifestazione a cinque cerchi. “Per me è la quarta Olimpiade, per Giovanni la seconda, ma è sempre un'emozione speciale”, le parole di Fontana.
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Riccardo da Villa Minozzo
E poi, per chiudere questo quadro di tecnici in gloria, c'è Riccardo Coriani, skiman nativo di Villa Minozzo, amico fraterno di Giuliano Razzoli e oggi nello staff di Giovanni Franzoni, lo sciatore alpino che ha inaugurato la serie incredibile di medaglie azzurro, con l'argento in discesa libera conquistato a Bormio nella giornata inaugurale dei Giochi. “Giovanni deve avere fiducia totale nei materiali che gli preparo – ha detto Coriani – perché scende a velocità tali per cui la sensazione sugli sci è tutto. La preparazione delle attrezzature serve per andare veloce, certo, ma ancora di più per affrontare le curve, la vera parte dei tracciati di discesa in cui si vincono le gare”. Sia Riccardo che Giovanni Franzoni sanno come si fa.
