Da “alleata” a “fan”: l’umiliazione come metodo per ridurci a sudditi
La premier Meloni a colloquio con Trump tra Merz e Costa (Ansa)
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Roma, 21 giugno 2026 – Le alleanze più insidiose sono proprio quelle che all’inizio sembrano un premio. Offrono accesso, prossimità, fotografie, la promessa di un rango accresciuto; ma chiedono in cambio di essere misurati da chi quel rango lo concede. È dentro questa ambiguità che va letto lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni. Il dettaglio grottesco – Trump che racconta di essere stato “implorato” per una foto – è solo la superficie. Sotto c’è il modo stesso in cui il trumpismo trasforma ogni relazione in gerarchia, ogni vicinanza in una prova di subordinazione.
Usare il rapporto con gli Stati Uniti come leva strategica non è un’anomalia della destra italiana. È una linea pienamente interna alla tradizione della Repubblica. L’Italia ha spesso cercato nella relazione con Washington una garanzia di sicurezza, un moltiplicatore di peso, un modo per........
