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Caso Daytona, cambia gestione la palestra “gemella”

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23.02.2026

Caso Daytona: a un mese dalla chiusura improvvisa della storica palestra di via Coroneo, si addensano i sospetti sulle recenti manovre del gestore friulano Enrico Giacomini.

Non solo sulla palestra triestina, al cui vertice risulta da novembre Silvano Montenuovo, 85enne di Udine, subentrato a Giacomini come amministratore unico della Daytona Athlatics ssrdl, nonostante fosse comunque l’altro a portare avanti l’attività. Ma anche sulla sua “gemella” di Majano.

Da fine gennaio ha cambiato gestione, passando dalla società sportiva Daytona Athletics ssdrl di cui era a capo Giacomini alla società sportiva a responsabilità limitata Fithub di cui – visura camerale alla mano – risulta amministratrice unica sua moglie Alessia Cian.

Costituita a inizio novembre del 2025, FitHub risulta aver iniziato la propria attività il 23 gennaio 2026, subentrando alla Daytona Athletics. «Abbiamo cambiato gestione da un mesetto», conferma al telefono un collaboratore del locale di Majano. La palestra è regolarmente aperta.

Il passaggio di testimone è avvenuto pochi giorni prima che la palestra triestina venisse sfrattata per morosità, visto che da tempo non versava il canone d’affitto. Il tutto all’insaputa dello staff, rimasto di punto in bianco senza ingaggio, e dei circa 300 clienti, molti dei quali avevano già acquistato abbonamenti trimestrali e annuali.

Tra loro c’è chi sospetta che il doppio cambio di amministratori rientri in una strategia pianificata per eludere gli obblighi nei confronti dei creditori. La situazione di Majano è stata monitorata dagli ex collaboratori della Daytona. Dopo l’esposto presentato proprio dallo staff triestino, il caso è sotto la lente della Procura e della Guardia di finanza. Il “buco” sarebbe di almeno 100 mila euro.

«L’attuale gestore ha usato la palestra come un bancomat: non pagava l’affitto, non pagava i collaboratori e saldava solo le bollette indispensabili per non far chiudere le utenze.

Eppure di soldi ne entravano. Finché il banco è saltato», racconta un ex collaboratore che chiede di restare anonimo. Saranno gli inquirenti ad accertare eventuali illeciti penali e profili di responsabilità.

Nel frattempo prosegue la causa civile attraverso cui i proprietari stanno cercando di rientrare in possesso dell’immobile.

Anche lo staff e i clienti triestini si stanno muovendo per far valere i propri diritti. Alcuni utenti hanno dato mandato a un legale, altri invece hanno intenzione di interpellare le associazioni a tutela dei consumatori.


© Il Piccolo