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L’arcivescovo Dianin si presenta: «Ogni religione deve vivere la fede: questa terra può diventare modello»

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15.07.2026

L’idea, l’immagine è chiara. E chiaramente espressa: fare del territorio un laboratorio, un modello per altre realtà. Tale idea, tale immagine, il nuovo arcivescovo Giampaolo Dianin l’aveva già evocata in Duomo, in occasione della sua presa canonica. Ora, per il primo incontro con i giornalisti, l’ha riproposta. E ribadita con forza ancora maggiore.

«Non so se il mio sia un sogno, un progetto o un’utopia», ha spiegato in arcidiocesi, «ma Gorizia, così ricca di cultura, storia e capacità di riflettere, potrebbe diventare un laboratorio di buone pratiche e un modello per altre realtà». Un obiettivo, il suo, che nasce dalla convinzione che il dialogo autentico sia possibile solo in presenza di identità solide, senza paura di confrontarsi. Il vescovo, sul punto, non ha dubbi: la comunità possiede tutte le caratteristiche per raccogliere questa sfida.

La sua posizione di confine, l’intreccio di culture, lingue e tradizioni, ma anche la capacità dimostrata dalla regione di trasformare le difficoltà in opportunità rappresentano un patrimonio prezioso. Monsignor Dianin richiama persino l’esempio del Friuli dopo il terremoto del 1976: «Ha saputo essere un modello per tutta l’Italia. Perché, quindi, non immaginare che anche sull’immigrazione e sull’incontro tra culture e religioni possa nascere un altro modello, capace di indicare una strada?».

Duomo gremito per l’insediamento ufficiale. Molti i........

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