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Luca Casarini ricorda Aurora D'Agostino: «Quante cose fatte assieme. Ci guiderà nel cammino»

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«Se penso al significato della parola combattente, penso a lei. Determinata come chi ha impressa nel cuore una missione, stare dalla parte degli ultimi. Per me è stata una sorella maggiore, da quel concerto alla Guizza con i Nabat nella stagione delle retate di Calogero e della prigionia politica. Ero un ragazzo spavaldo e sperduto, che pensava di poter maneggiare cose più grandi di lui, ma lei è stata sempre un punto a cui potevo aggrapparmi quando avevo una inconfessabile paura. Penso alle ripetizioni di matematica a casa di sua mamma: l’aveva convinta che valesse la pena farmi passare gli esami di settembre. E ai blocchi degli sfratti, la mattina all’alba, le lotte per la casa, e poi i processi, tanti e in ogni parte d’Italia, che faceva con me, con noi, perché qualcuno doveva pure difenderci». Il ricordo di Luca Casarini parte da un lungo post sui social. Ma al telefono la voce si incrina. «Le parole non sono facili da trovare e sono sempre, comunque, insufficienti».

La penalista, co presidente nazionale dei Giuristi democratici, si è spenta nel giorno del suo 66esimo compleanno. Era stata consigliera comunale e ha difeso molti esponenti del mondo antagonista e vittime di violenza di genere

Cos’ha rappresentato Aurora D’Agostino?

«Ha attraversato gli ultimi cinquant’anni della storia di questo Paese con un impegno politico e........

© Il Mattino di Padova