Una “nuova” Lega liberal e federalista: per la prima volta Zaia non dice no
C’è sempre una prima volta. Nell’occasione, è quella che induce Luca Zaia e i suoi soci leghisti a non escludere la convergenza su un nuovo movimento autonomista, liberale, europeista, assai diverso, diciamo così, dal Carroccio populista a trazione salviniana.
Una suggestione a lungo coltivata da media, politologi e frange dell’elettorato nordista, entrata senza preavviso nell’agenda politica dopo lo scivolone social di Attilio Fontana. Nel trasmettere la bozza di statuto del nuovo soggetto ai presidenti amici (il citato Zaia, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti, tra gli altri), il governatore della Lombardia ha utilizzato una vecchia chat aperta, anziché un canale riservato, tramutando il messaggio confidenziale in un segreto di Pulcinella, giunto rapidamente all’orecchio di Matteo Salvini.
Ad ispirare i contenuti del documento, in larga parte anticipati dal Foglio, è il credo federalista, concepito – nel solco del socialista Gaetano Salvemini, storico e antifascista del Novecento – come antidoto alla disgregazione sociale, veicolo di partecipazione democratica, asset di riavvicinamento tra i cittadini e........
