Seregno, abusi sessuali su pazienti minorenni: chiuse le indagini sullo psicoterapeuta coinvolto
Le indagini sullo psicoterapeuta erano partite dai Carabinieri
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Seregno (Monza Brianza), 20 Febbraio 2026 - Prima l'arresto per avere compiuto atti sessuali su almeno due giovani pazienti, su cui ora la Procura di Monza ha concluso le indagini, e poi un altro fascicolo penale aperto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano per competenza per la detenzione di cospicuo materiale pedopornografico che sarebbe stato trovato nel suo computer.
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Lo psicoterapeuta Matteo S., 36 anni, residente a Meda ma con studio a Seregno, si trova ancora detenuto in carcere dall'arresto avvenuto lo scorso settembre quando i carabinieri lo avevano sorpreso in flagranza di reato mentre violentava un paziente adolescente con problemi di disabilità cognitiva. La prima denuncia era arrivata dai genitori di un bambino della scuola elementare che, confidandosi in famiglia, aveva riferito di strani comportamenti da parte dello psicologo infantile a cui la famiglia si era rivolta per fare seguire il figlio.
I carabinieri avevano installato microcamere nello studio dello psicoterapeuta a Seregno con il risultato di filmare immediatamente gli atti sessuali sull'altro paziente. Erano subito scattate le manette e l'arresto era stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza Marco Formentin, che aveva confermato la misura di custodia cautelare in carcere. Soltanto a metà del mese scorso la vicenda era stata diffusa, a causa di esigenze investigative volte a completare gli accertamenti da parte degli inquirenti.
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Conclusione delle indagini
A carico del 36enne, infatti, era stato anche operato il sequestro dei dispositivi informatici in suo possesso, in cerca di eventuale materiale pedopornografico, che poi sarebbe stato trovato in grande quantità. Foto, video e chat che però non sono risultati riferibili a pazienti, ma ottenuti probabilmente attraverso il business o lo scambio di materiale che circola sulla Rete. Su queste circostanze sarà ora la Procura della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, che si occupa delle indagini sui presunti reati relativi alla pornografia che riguarda soggetti minorenni, a fare luce per verificare se a carico del 36enne possa aggiungersi anche questo reato.
Intanto la pm titolare dell'inchiesta per violenza sessuale aggravata, la sostituta procuratrice monzese Cinzia Citterio, ha firmato la conclusione delle indagini preliminari. Ora l'indagato ha un termine per farsi interrogare o presentare memorie difensive e poi la Procura deciderà se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio, che appare scontata quantomeno per quanto riguarda l'accusa nei confronti del disabile per cui esiste un filmato. La difesa dell'indagato ha annunciato che chiederà il processo con il rito abbreviato.
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