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Scuole superiori, ultimo giorno di iscrizioni: esuberi per scienze umane e nell’ex ragioneria

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21.02.2026

Il classico è tra gli indirizzi a soffrire di più gli effetti del calo demografico

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Ultimo giorno di iscrizioni per i futuri “primini“ delle scuole elementari, medie e superiori, dopo la proroga arrivata last minute la scorsa settimana per agevolare le famiglie nella scelta della scuola, dare più tempo ai percorsi introdotti quest’anno (come il Made in Italy al Carlo Porta, gli indirizzi quadriennali e i 57 nuovi percorsi delle filiere tecniche e professionali introdotti in Lombardia) e per supportare il lavoro delle segreterie scolastiche. Si ha tempo fino alle 20.

Città Metropolitana, insieme all’ufficio scolastico provinciale, ha già chiamato a raccolta i presidi dei licei scientifici, dei licei delle scienze umane - dove è soprattutto l’opzione economico-sociale a tirare ancora di più quest’anno - e i dirigenti degli istituti informatici e dei licei artistici (in questo caso è il liceo Boccioni, in particolare, a essere sold-out) per smistare le domande in esubero, nonostante il calo demografico stia ridimensionando un problema che teneva banco gli anni passati con scientifici e licei delle scienze umane milanesi che non riuscivano a contenere tutte le domande, ma dovevano indirizzarle anche nelle scuole dell’hinterland. C’è però una novità: si dovrà aprire un tavolo ad hoc per “Amministrazione, finanza e marketing“, l’ex ragioneria, che sembra in rilancio e in cerca di spazi.

Gli incontri sono in programma martedì, mercoledì e giovedì. Intanto le famiglie attendono (con ansia) la conferma delle scuole di prima scelta via mail.

Milano, 21 febbraio 2026 – Il calo demografico inizia a farsi sentire forte, alleggerendo le classi e facendo sparire qualche prima in più: l’anno scorso Milano ne aveva perse già 62. Ma anche quest’anno ci saranno domande in esubero da dirottare da una scuola all’altra. Con una novità: si aprirà un tavolo ad hoc per “Amministrazione, Finanza e marketing“, l’ex ragioneria. Avrà domande da smistare per esempio il Cattaneo di piazza Vetra, «ma meno dello scorso anno», quando si era sentito anche l’effetto metrò, per l’arrivo della M4: «Per gli spazi che abbiamo siamo al limite delle capienza – conferma la preside Maria Rizzuto –. Abbiamo 13/14 esuberi sul Cat (ex geometra) e 23/24 sull’Afm (ex ragioneria), praticamente una classe. Abbiamo visto proiezioni impressionanti sull’impatto del calo demografico nei prossimi anni, spiace dover rinunciare a iscritti».

Partirà a settembre il primo liceo del Made in Italy pubblico, anche se in punta di piedi: i numeri per formare la prima classe al Carlo Porta ci sono. Ed è pronto a salpare anche il quadriennale dell’alberghiero, richiestissimo: «Avremmo i numeri anche per tre classi – spiega la dirigente Rossana Di Gennaro –. In generale,rispetto all’anno scorso, abbiamo avuto dal 10 al 15% di richieste in più».

Le domande in esubero sono ormai “fuori tema“ nei licei classici. Di «flessione lenta ma inesorabile» parla pure il preside del Carducci, nonostante le 190 iscrizioni di quest’anno: «L’introduzione della settimana di cinque giorni non ha pesato sulle iscrizioni – spiega Andrea Di Mario –. L’anno scorso avevamo chiesto nove classi, ma ne erano state autorizzate otto piene. Il tema del numero di alunni per classe sarà centrale nei prossimi anni». La succursale di via Demostene resta comunque funzionale, continuerà a ospitare nove classi. «I classici non spariranno, torneranno a essere più piccoli – il pronostico –. Ma noi ci portiamo avanti, a marzo avremo “OrientaSperimenta“, un open day per le seconde medie, non finalizzato solo al Carducci ma a rilanciare il classico».

Il Berchet punta a raddoppiare le classi dell’anno scorso, dopo anni faticosi: «Ad oggi abbiamo ricevuto 150 domande – conferma la preside, Clara Atorino –. È un buon segnale in un momento storico delicato». Per il futuro non si esclude una possibile sperimentazione della settimana “corta“ anche qui, come al liceo Parini (che tiene con 161 nuovi iscritti).

Oggi solo 14 licei nella provincia di Milano conservano il sabato. «Ne parleremo con serenità perché molte famiglie lo chiedono – sottolinea Atorino –. Faremo sondaggi e magari inizieremo dando una possibilità di scelta alle famiglie nel biennio».

Ad essere seriamente in pericolo sono i classici di periferia, nonostante le formule innovative studiate per evitare l’emorragia. Spera in un miracolo - e in domande last-minute - l’Omero, al Niguarda, che aveva navigato controcorrente tre anni fa. Quest’anno l’impresa è ancora più ardua. Stessa sorte - e stesse speranze - per il Virgilio, che non sa se riuscirà ad aprire la classe del classico, mentre conta esuberi nelle scienze umane e nell’economico sociale. Il “suo“ scientifico dovrebbe confermare le sue quattro classi, il linguistico frena.

«Massimo storico» per il Tenca: «Abbiamo ricevuto 500 domande, ma non abbiamo spazi di manovra – sottolinea il preside Mauro Zeni –: confermiamo 12 prime, anche se avremmo potuto crearne sette in più. Anche al linguistico abbiamo 45 esuberi, al liceo delle scienze umane sono una sessantina e 75 all’economico-sociale. Per il musicale abbiamo ricevuto 80 domande ma possiamo accoglierne 54». Esuberi in vista al Bertarelli Ferraris, che registra «un forte interesse, in particolare per il liceo linguistico dove lo studio della lingua cinese si conferma un fattore di grande attrattiva – spiega il preside Federico Militante –. Ma anche Manutenzione e assistenza tecnica, nonostante il settore professionale soffra a livello nazionale, qui è in controtendenza e in crescita».

In espansione anche “Web Community Manager“ e nell’istruzione degli adulti si nota un cambio di passo: «Molti utenti ora preferiscono i corsi mattutini per conciliare meglio gli impegni lavorativi serali». Il Frisi non ha domande da dirottare altrove: conferma le sue classi all’alberghiero, alle scienze umane e all’artistico Gastel. «Non partirà per ora la sperimentazione del quadriennale sul commerciale – spiega il preside Luca Azzollini –. I tempi per farlo conoscere erano stretti. Ci riproveremo l’anno prossimo».

Ci saranno domande da smistare tra gli scientifici (in particolare al Moreschi), anche se complessivamente saranno molte meno rispetto agli anni passati. «Noi abbiamo mantenuto i nostri numeri, non ci saranno esuberi e formeremo otto prime – conferma la dirigente del Leonardo da Vinci, Luisa Francesca Amantia –. Il calo demografico sarà sempre più evidente per tutti. La risposta però è andare avanti, cercando sempre di migliorare l’offerta formativa».  

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