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Metti un invito a pranzo con pistola: storia del primo sequestro politico

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13.05.2026

Il Giorno del 30 settembre 1962 con la notizia del rapimento e quello del 3 ottobre con la liberazione

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Milano, 28 settembre 1962. L’orologio segna le 12.15. Cinque studenti anarchici - di vent’anni o giù di lì - sequestrano il viceconsole spagnolo Isu Elias con un tranello: un invito a pranzo da parte dell’ignaro vicesindaco Luigi Meda. È la storia del primo sequestro di persona a sfondo politico nell’Italia degli anni Sessanta. Storia sconosciuta ai più. A ricostruirla è Leopoldo Santovicenzo. Lavora nella Direzione Cinema e Serie Tv in Rai, si è trasformato in “detective“ per riportare alla luce un fatto di cronaca tanto bizzarro quanto dimenticato che ora racconta in Invito a pranzo con pistola, che uscirà venerdì per Solferino. Il rocambolesco sequestro durò tre giorni, non ci furono spargimenti di sangue, i responsabili vennero rintracciati subito e la vicenda finì con un processo lampo nel mese di novembre dello stesso anno con pene dai sette mesi in giù e l’immediata scarcerazione dei cinque. Ma fu un intrigo politico internazionale, creò non pochi imbarazzi diplomatici e divise giornali e opinione pubblica anche per le parole della sentenza: “Se la loro azione è e rimane reato merita apprezzamento sul piano morale per il movente che l’ha ispirato”. A far scattare l’idea del rapimento fu infatti l’arresto - con annessa minaccia di condanna a morte - di un altro giovane anarchico, Jorge Conill Valls, nella Spagna franchista. Sulla scena ricostruita da Santovicenzo (giornali, documenti........

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