menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Presa a sassate, l’aggressione shock: “Una signora si è fermata, altrimenti sarei morta. Vorrei incontrarla e dirle grazie”

12 0
08.04.2026

Sondrio l'auto della donna presa a sassate e il carcere dove è detenuto l'aggressore

Per approfondire:

Articolo: Donna assalita a pietrate, un testimone: “Ho visto l’aggressore, metteva sassi nello zaino”Articolo: Sondrio, presa a sassate (senza motivo) in pieno giorno: confermato il carcere per l’aggressoreArticolo: Sondrio, presa a sassate in strada da uno sconosciuto: donna finisce in ospedale

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google

Seguici

Sondrio, 8 aprile 2026 –  Intervento lungo e delicato, ma riuscito. Il ritorno alla normalità della donna di 54 anni aggredita a sassate venerdì pomeriggio nella zona del ponte di Gombaro è ancora lungo, ma i due chirurghi che l’hanno operata ieri per sistemare la doppia frattura della mandibola rimediata in quella manciata di minuti da incubo sono fiduciosi.

Approfondisci:

Aggredita a sassate senza motivi, il marito: “Stava per essere uccisa”

Ci vorrà tempo per guarire, anche dalle profonde ferite che una simile disavventura lascia nell’intimo di chi è sfuggito per un soffio alla morte. L’uomo, un trentasettenne del Congo assistito dall’avvocato Marcello Caci, nominato difensore d’ufficio, è ora in carcere con l’accusa di tentato omicidio e a breve sarà spostato in una struttura penitenziaria con reparto psichiatrico che lo possa seguire sino al processo.

Una richiesta di ringraziamento

“Spero che la signora che si è fermata in auto e ha chiamato i soccorsi si faccia sentire, vorrei poterla ringraziare personalmente. Senza di lei, purtroppo è facile immaginare come sarebbe finita”, riflette la vittima poco prima di entrare in sala operatoria.

Supporto e solidarietà dal pubblico

Affermata professionista, sebbene affaticata e dolorante è addirittura sorpresa dai numerosissimi messaggi di solidarietà e vicinanza che le sono giunti in questi giorni da parte di superiori, colleghi e conoscenti.

E per fortuna, vien da dire, perché ciò che di fronte a un’aggressione così brutale è invece mancato del tutto è un intervento di natura istituzionale, una presa di posizione, un commento, financo un onesto “è terribile quanto accaduto, ti siamo vicini”.

Nulla di nulla. I post razzisti sui social, quelli non mancano mai. Ma vi è anche chi, pur non conoscendo la vittima, ha voluto esprimere sincero dispiacere, ma pure rabbia, paura perché un’aggressione in pieno giorno come quella di venerdì sarebbe davvero potuta capitare a chiunque.

Contesto locale

“Il soggetto era stato segnalato più volte, passava le giornate tra piazza Cavour e il ponte Gombaro, bevendo dalla mattina e fumando. Lo vedevo tutti i giorni e lo ho allontanato più volte – dice Velda Mozart di Confindustria Lecco-Sondrio che proprio in piazza Cavour ha la sede – E ora che si farà? Lo mandiamo in un centro di recupero? Ormai è chiaro che anche Sondrio non è più un luogo sicuro, ma la cosa che indigna è il silenzio seguìto a questa grave aggressione”.

Il silenzio delle istituzioni

Un silenzio che non passa inosservato, soprattutto se si pensa alle reazioni seguite alla tentata violenza a una donna in una traversa di via Vanoni e alla brutale violenza con rapina, sempre ai danni di una donna, nei parcheggi di via Morbegno a ottobre 2025. Per questo episodio fu addirittura organizzata una manifestazione di solidarietà in piazzale Bertacchi.

Forse le vacanze di Pasqua hanno distratto chi avrebbe dovuto e potuto intervenire, almeno con un pensiero? Chi lo sa, intanto proprio per l’episodio di ottobre, il venticinquenne del Mali che sfigurò la quarantaquattrenne di Tirano comparirà il 16 giugno davanti ai giudici a Sondrio per rapina aggravata, violenza sessuale e lesioni gravissime.

WhatsAppFacebookXPrint

© Riproduzione riservata

Tag dell'articolo

AggressioniCarceriViolenzaProcessoTribunale


© Il Giorno