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Lucia Tognela morta e dilaniata dai cani nei boschi di Trivigno: ora tutti puntano il dito contro il proprietario dei dogo, “una tragedia annunciata”

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A dare l’allarme che ha fatto ritrovare Lucia è stato proprio il proprietario dei cani

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Trivigno (Sondrio), 26 aprile 2026 – Un passaggio tecnico, un atto dovuto: è verosimilmente questione di ore, ormai, l’iscrizione nel registro degli indagati per omicidio colposo del proprietario dei dogo argentini sequestrati dopo la tragedia della morte di Lucia Tognela, la 59enne residente a Bianzone trovata giovedì pomeriggio alle Banchelle di Trivigno senza vita e con gravissime lesioni da morsi di animali in tutto il corpo. Sarà necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti irripetibili, a partire proprio dall’autopsia sulla povera donna che dovrebbe svolgersi martedì o – al più tardi – mercoledì a Sondrio e dalle analisi genetiche volte a stabilire se Lucia sia stata aggredita da uno o più cani oppure anche da altri selvatici oppure, altra ipotesi, se il suo decesso sia da attribuire a cause naturali e le bestie abbiano infierito in un secondo momento. A dare l’allarme che ha fatto ritrovare Lucia giovedì è stato proprio l’uomo, vedendo uno dei suoi dogo argentini coperto di sangue.  

A dare l’allarme che ha fatto ritrovare Lucia è stato proprio il proprietario dei cani

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Una sfilza di denunce 

Nel cercare di capire con chi si si fosse azzuffato, ha scoperto il corpo martoriato e chiamato i soccorsi. Che cosa sia esattamente successo toccherà alle indagini ricostruirlo, di certo la presenza a Trivigno di questo personaggio che da quasi tre anni lì viveva in pianta stabile con alcuni cavalli e i suoi cani che non di rado lasciava liberi di circolare era nota e assai mal sopportata. Ci sono addirittura diversi proprietari di seconde case situate nei pressi della sua che avevano ormai rinunciato a weekend o periodi di villeggiatura proprio per evitare scontri o incontri troppo ravvicinati, sia con lui che con i cani. Esemplari non certo da compagnia, ma neppure con “licenza per uccidere”. Già destinatario di svariate denunce, l’uomo aveva ricevuto la visita degli agenti della Polizia locale di Tirano, ai quali erano giunte segnalazioni riguardanti il suo modo di vivere e di gestire i rapporti con il circondario. 

Uno dei dogo viene portato via dal servizio veterinario dell'Ats la sera in cui è avvenuta la tragica morte di Lucia Tognela

Il dolore del marito e dei figli 

Sarà interessante – e a giorni se ne saprà di più – anche capire i motivi per i quali chi di dovere abbia ritenuto di non intervenire di fronte a una situazione oggettivamente pericolosa – e ben nota, come per altro decine e decine di frequentatori assidui di Trivigno confermano - sia per le persone che per altri animali. Intanto nel Tiranese, dove sia Lucia, originaria di Villa di Tirano, che la sua famiglia e quella del marito Valerio Morellini con cui viveva a Bianzone sono molto conosciuti e stimati non si fa che ripetere la verità: “Era una tragedia che poteva essere evitata”. Una verità che suona come una beffa, ora che Lucia non c’è più. Sbranata nei boschi dove andava a ossigenarsi e a cercare pace e relax.

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