La frana del Cengalo, l’ora della verità: sotto il distacco della Val Bregaglia morirono otto escursionisti
La frana del Cengalo Si va verso il processo Cinque gli imputati Sotto il distacco della Val Bregaglia morirono otto escursionisti L’ex sindaco, funzionari e collaboratori dovranno rispondere di omicidio colposo
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Villa di Chiavenna (Sondrio), 20 febbraio 2026 – Si terrà a nove anni dalla frana del Pizzo Cengalo in Val Bregaglia del 23 agosto 2017 - oltre tre milioni di metri cubi di roccia - che costò la vita a otto escursionisti (quattro tedeschi, due austriaci e due svizzeri, i cui corpi non furono mai recuperati) il processo per accertare eventuali responsabilità legate alla loro morte (lo riporta l’agenzia di stampa elvetica Ats). Lo si evince dalla pagina online del Tribunale regionale Maloja.
L’atteso processo si svolgerà, dunque, o a fine agosto - proprio la settimana che seguirebbe il nono anniversario dalla frana - o a inizio ottobre.
L’udienza era stata inizialmente fissata a fine 2024, di seguito è stata posticipata per due volte. In settembre dell’anno scorso il portavoce dei Tribunali grigionesi aveva dichiarato che la corte aveva emanato alcune ordinanze procedurali e inoltre era stato necessario raccogliere ulteriori prove. Cinque imputati dovranno rispondere per omicidio plurimo colposo. Si tratta di due alti funzionari dell’Ufficio cantonale foreste e pericoli naturali, un consulente esterno del Cantone, un collaboratore del Comune di Bregaglia e l’allora sindaca Anna Giacometti. Per tutti vale il principio di presunzione di innocenza.
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Le responsabilità in discussione
La corte con sede a St. Moritz dovrà chiarire se nei giorni e nelle settimane precedenti la frana gli imputati abbiano valutato erroneamente la situazione di pericolo. Secondo una corposa perizia esterna, redatta da un geologo indipendente, la frana era stata «preannunciata da numerosi esperti» e le autorità avevano corso un «rischio inaccettabile» decidendo di non chiudere in anticipo i sentieri escursionistici nella Val Bondasca. Gli imputati rischiano una pena pecuniaria o addirittura una pena detentiva fino a tre anni di reclusione per omicidio colposo.
Riapertura della valle
Nel frattempo, lo scorso 1° luglio, dopo quasi otto anni dal tragico evento e di contestuale chiusura per il pericolo di ulteriori crolli, in Valbregaglia ha riaperto la capanna Sciora. Un nuovo avvio simbolico, a pochi chilometri dal confine di Villa di Chiavenna, che è coinciso anche con quello del nuovo sentiero panoramico in Val Bondasca lungo circa 3,5 chilometri su un dislivello di circa 1.000 metri. Nuovamente accessibile dall’estate scorsa anche il collegamento dal versante dell’Albigna attraverso il Passo Cacciabella.
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