Ammazzato in strada a Crema: “Era a terra e l’aggressore lo colpiva furiosamente, con sprangate e coltellate. Una scena spaventosa”
Hamza Salama aveva vent’anni
Per approfondire:
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SeguiciCrema – Ore 22.20, via Brescia, quartiere di San Bernardino di Crema. Due giovani si affrontano, uno resta a terra colpito con una spranga e accoltellato a morte. Poi l’assassino scappa. “Ho visto tutto. Sembrava un film dell’orrore, ma era tutto vero” racconta uno dei testimoni oculari della tragedia, P.P. di Fiesco. “Ero con la mia ragazza che abita lì vicino. Eravamo nei pressi della piccola via dopo lo spiazzo della banca, quando ho sentito gridare. Sono corso in via Brescia e ho visto un ragazzo molto grosso con in mano un enorme bastone che picchiava un altro ragazzo a terra e con un coltello lo accoltellava. Una scena spaventosa”. “A quel punto ho urlato e sono arrivate altre persone - prosegue –. Il ragazzo sembrava furioso. Gli ho gridato di smetterla ma lui continuava a infierire sulla vittima, che sanguinava. Lo ha colpito varie volte a bastonate sulla testa e continuava ad accoltellarlo ripetutamente”. “Poi è andato via come una furia ed è scappato a piedi verso Offanengo portandosi dietro il bastone e il coltello. Abbiamo chiamato immediatamente i soccorsi, ma sono arrivati dopo quindici minuti. Non sapevamo cosa fare e vedevamo che il ragazzo si stava spegnendo. Non parlava più, c’era tanto sangue”.
Gli inquirenti sul luogo dell'omicidio
"Non ha fatto in tempo a difendersi”
“La vittima non ha fatto in tempo a difendersi - racconta ancora il testimone oculare –. Vicino al suo corpo c’era il suo cellulare e un piccolo coltello a serramanico, che però era chiuso. Non ha fatto in tempo a dire nulla”. “Ho visto il ragazzo dare due, tre bastonate in testa all’altro, che era a terra” racconta anche un’altra testimone oculare dell’assassinio. “Ho sentito urlare, mi sono affacciata alla finestra - prosegue - e ho visto un ragazzo a terra e l’altro che lo colpiva con un bastone, una spranga, due, tre volte e poi andarsene. Sono arrivate due o tre persone; il ragazzo a terra si lamentava, diceva “Ahia, ahia”. Ho sentito i primi uomini arrivati su di lui dire: “Bisogna chiamare i soccorsi”. Poi il ragazzo ha smesso di lamentarsi. Dopo un tempo che mi è sembrato lungo sono arrivati i soccorritori”.
Il decesso
Sono le 23.35 quando arrivano i soccorsi, con auto medica e ambulanza della Croce Verde di Crema. Il ragazzo non risponde, lo caricano in ambulanza, viene fatta decollare da Brescia un’eliambulanza che atterra dopo nove minuti all’eliporto dell’ospedale di Crema, in attesa del ferito. Che non arriverà perché, nonostante gli sforzi, la vittima Hamza Salama, 20 anni, egiziano, non ce la fa. Sul luogo del delitto arrivano i carabinieri, con il comandante capitano Antonio Laviola, seguito a breve dal colonnello Massimiliano Girardi, comandante del reparto operativo di Cremona. Viene avvertito anche il sostituto procurato Federica Cerio, che arriva a Crema nel cuore della notte.
Sulle tracce dell’aggressore
Strada chiusa per ore, fino alle 4.30. Sull’asfalto resta visibile una larga macchia di sangue. Immediatamente parte la caccia al presunto assassino. In breve i carabinieri sanno chi devono cercare. È un ragazzo di soli 17 anni, di nazionalità marocchina. I militari vanno a casa sua, poche decine di metri dal luogo del delitto, ma lì non c’è. Le ricerche prendono tutta la notte, fino all’alba, quando i militari ricevono l’informazione giusta: il ricercato è a casa del fratello. I carabinieri vanno a Sergnano e lì trovano il 17enne che si lascia prendere e portare in caserma. Ieri è stato convocato anche il padre del minorenne, il quale ha raccontato che il figlio non aveva mai dato problemi e che proprio ieri mattina avrebbe dovuto presentarsi sul luogo di lavoro: aveva avuto un’opportunità dove l’avrebbero assunto. Sarà rinchiuso al carcere minorile Beccaria di Milano. Intanto il magistrato, ha ordinato di far eseguire l’autopsia sul cadavere del ventenne, ispezione che probabilmente sarà eseguita già oggi.
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