Riposizionato il braccio amputato nell’incidente: operaio 48enne salvato dal sangue freddo di due colleghi
L'uomo è stato liberato dai vigili del fuoco
Per approfondire:
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SeguiciOspedaletto Lodigiano (Lodi), 17 aprile 2026 – Sta meglio l'operaio di 48 anni, italiano e residente a Somiglia, che è rimasto gravemente ferito, la mattina del 15 aprile, a Ospedaletto Lodigiano, a causa di un infortunio avvenuto all'interno della ditta Puli-eco di via Fermi. Si tratta di una ditta specializzata nel settore della gestione dei rifiuti, che si trova all'interno del comparto produttivo, vicino alla provinciale 234. Oggi dall'amministrazione aziendale hanno fatto sapere che “al momento l'azienda non rilascia alcun tipo di dichiarazione in merito all'accaduto".
La ricostruzione dell’incidente
Da una prima ricostruzione dei fatti, al vaglio dei carabinieri della compagnia di Codogno e dei tecnici competenti dell'Agenzia di tutela della salute città Metropolitana, sembra che alle 7.30 l'operaio, subito soccorso dai colleghi, stesse lavorando su impianto di trattamento del pattume. Il suo braccio purtroppo sarebbe rimasto intrappolato tra gli organi di trasmissione di un macchinario industriale, finendo amputato sopra il gomito. L'impianto è stato immediatamente bloccato, tramite sistemi di sicurezza interni e il 118 ha accompagnato l'infortunato, con l'elisoccorso, decollato da Brescia e in codice giallo, al polo chirurgico dell'ospedale San Gerardo di Monza, specializzato in microchirurgia ricostruttiva.
I sopralluoghi
Ora il lavoratore si trova ricoverato per le cure, mentre le autorità competenti cercano di far luce sull'accaduto. In tutti questi giorni, compreso ieri, i tecnici di Ats sono usciti più volte per fare sopralluoghi e "ancora non è chiara la dinamica e Ats è ancora in fase di verifica. Probabilmente si saprà qualcosa la prossima" ribadisce l'autorità. Da capire se confermare o meno una delle ipotesi e cioè che l'uomo potrebbe essere stato tradito da un guanto, rimasto impigliato negli ingranaggi dell'impianto di trattamento dei rifiuti, trascinando l'arto superiore sinistro all'interno della trasmissione.
Un intervento al San Gerardo di Monza
L’operazione e il ruolo di due colleghi
Nel frattempo il braccio è stato riattaccato nel polo specializzato dell'ospedale San Gerardo di Monza. E le condizioni di salute dell’uomo, per fortuna, sembrano essere migliorate. A rendere possibile l'operazione e a salvare la vita del dipendente, residente a Somaglia, sarebbe stato il sangue freddo di un collega e di un camionista presenti al momento del dramma. I due avrebbero agito immediatamente, applicando una corda stretta attorno alla spalla, creando un laccio emostatico d'emergenza, che avrebbe arrestato l'emorragia in corso. Senza questa manovra provvidenziale, l'uomo avrebbe probabilmente rischiato di morire prima dell'arrivo dell'elisoccorso di Brescia.
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