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“Mi sono fermata a caricare il telefono a casa. Se non l’avessi fatto, avrei attraversato la strada in quel punto”

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28.02.2026

Il tram della linea 9 Atm che si è schiantato contro il palazzo a Milano

Per approfondire:

Articolo: Ferdinando e Abdou sbalzati fuori dal tram dopo lo spaventoso urto contro il palazzoVideo: Milano, il tram devia a sinistra e si schianta: il deragliamento del 9 ripreso da una dash camArticolo: “Ci siamo ritrovati il tram addosso”, terrore nella cucina del ristorante giapponese: “Il boato, lo scossone. Ha sfondato il muro”Articolo: “Urla e lacrime dei feriti, una scena apocalittica”. Tra gli inquilini del palazzo colpito dal tram a Milano

Milano, 28 febbraio 2026 –  Il tram si schianta contro il muro del palazzo. Lo scossone è talmente potente da sembrare “un terremoto”. C’è chi si è trovato faccia a faccia con il mezzo che in un un attimo ha abbattuto una parte della facciata.

La distruzione nel ristorante giapponese

“Ci siamo salvati appena in tempo. Siamo ancora sotto choc”. A dirlo è uno dei lavoratori del ristorante giapponese “Robata Kan“ di viale Vittorio Veneto 18, aperto lo scorso novembre.

Nella cucina del locale, “io e altri quattro colleghi in quel momento stavamo iniziando a preparare i piatti in vista della cena (a pranzo il locale è chiuso)”.

Distruzione 

Lo scenario immortalato è terribile: mattoni crollati, calcinacci ovunque, mobili a terra. “Ma per fortuna noi stiamo bene – continua il ristoratore – e non siamo le vittime principali. Oggi due persone sono morte, molte sono rimaste gravemente ferite.

Siamo vicini ai familiari delle vittime e siamo rattristati per tutti gli altri. I danni al nostro locale si ripareranno facilmente”.

Dopo la paura il soccorso

Dopo il botto, in strada sono accorsi diversi residenti e commercianti della zona. Tanti hanno pensato a “un terremoto”. Un residente di via Lazzaretto ha visto il tram inclinarsi, “andava velocissimo e ha sbandato all’improvviso, una scena talmente incredibile che sembrava si fosse impennato prima di schiantarsi contro il palazzo”.

I soccorritori all'interno della carcassa del tram deragliato

“Io ho sentito un urlo di donna, ho immaginato ci fosse una lite. Poi mi sono accorto dell’incidente: non avevo mai visto nulla del genere, e lavoro in via Lazzaretto da 16 anni”, sottolinea Daniele, di “Over trading international“. Sia lui e sia altri negozianti hanno notato degli interventi “sugli scambi” nelle ultime settimane.

“La manutenzione viene effettuata”, continua un vicino di negozio. “Il rumore del tram ormai ce l’abbiamo in testa”, aggiunge Gabriele Tano de “il fotoamatore“ che insieme al collega si è dato subito da fare, “abbiamo chiamato i soccorsi, avvisato i tranvieri in arrivo dalla strada laterale e poi offerto aiuto alle persone che stavano scendendo dal mezzo”.

I soccorsi a una passeggera ferita che si trovava a bordo del 9

I sopravvissuti

“Mi sembrava ci fosse il terremoto”, fa sapere uno di loro, rimasto illeso. “Siamo stati tutti sballottati prima dello schianto”, riferisce un’altra. Una donna salita sul mezzo alla fermata precedente, a Repubblica, era ancora ferma accanto alla porta “e tanta gente mi è venuta addosso”.

Un altro continua: “Io sto bene. Ma ho visto gente che perdeva sangue”. Il colpo improvviso ha fatto cadere a terra diverse persone, “mia figlia ha perso l’equilibrio e ha sbattuto. Ha un’infrazione costale”, continua una madre, corsa sul posto non appena la figlia l’ha avvisata. Sul viale si ferma anche una donna: “Mi sono fermata al bar sotto casa per ricaricare il cellulare. È stato un caso. Se non l’avessi fatto, avrei attraversato la strada e mi sarei trovata proprio in quel punto”.

Le due vittime del deragliamento del tram a Milano: il commerciante di Vigevano Ferdinando Favia (a sinistra), travolto a piedi, e il passeggero Abdou Karim Toure

Il pensiero alle vittime

Il pensiero di tutti gli interpellati è per le vittime. “Siamo davvero appesi a un filo. Io sto evitando di prendere i mezzi pubblici perché mi sono infortunata alcuni mesi fa e perdo facilmente l’equilibrio”, evidenzia una residente della zona.

“Dopo l’incidente – conclude un’altra – si sentivano urla e pianti. Poi, il suono delle sirene. Mi sono avvicinata a chiedere se qualcuno avesse bisogno di aiuto ed eravamo già in tanti. Milano si è fermata, per prestare soccorso”.

 

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