Lombardia, un Vinitaly 2026 oltre il vino: territori, cucina ed enoturismo
Brindisi coi vini lombardi al termine della conferenza stampa
Per approfondire:
Articolo: Masi lancia Pinot Noir del Re: l’Oltrepò Pavese secondo Mister AmaroneArticolo: Vendemmia 2025, la Valtellina festeggia un’annata di qualità grazie al climaArticolo: Visione Vino in Oltrepò. Così la “Borgogna d’Italia“ prova a ripartire. E lancia il logo "Classese"Milano, 2 aprile 2026 – Non solo vino ma anche territori, cucina, accoglienza e turismo. È con questa visione che la Lombardia si prepara a essere protagonista a Vinitaly 2026, il Salone internazionale del vino e dei distillati in programma a Verona dal 12 al 15 aprile.
Un appuntamento cui la Regione tiene molto, come testimonia anche l’“alto rango” della conferenza stampa organizzata questa mattina al Belvedere di Palazzo Lombardia, con il governatore Attilio Fontana e ben tre assessori: Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Debora Massari (Turismo, Marketing Territoriale e Moda) e Francesca Caruso (Cultura). Insieme a loro anche Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia e Gianni Bruno, direttore generale vicario di Veronafiere.
La presentazione del padiglione lombardo al Vinitaly 2026
Il Padiglione Lombardia a Verona
Il Padiglione Lombardia sarà anche questanno al Palaexpo, subito all’ingresso della fiera veronese, dove in oltre 3.000 metri quadrati saranno presenti più di 150 realtà, con oltre mille etichette in degustazione, a rappresentare la ricchezza e la varietà del patrimonio vitivinicolo regionale. Ma il senso della presenza lombarda al Vinitaly 2026 sarà partire dal vino per andare oltre il vino, ampliando lo sguardo oltre il prodotto per raccontare un sistema sempre più integrato e competitivo.
Effetto Olimpiadi
Una strategia che punta a sfruttare l’onda lunga Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, come sottolinea lo stesso presidente Fontana, ricordando l’articolo che il New York Times ha dedicato ai pizzoccheri in occasione dei Giochi, “quando per la prima volta abbiamo messo in contatto la Valtellina con gli Stati Uniti”, rivendica. “Vinitaly è per la Lombardia una vetrina strategica – ha detto – perché ci consente di presentare al mondo non solo l’eccellenza dei nostri vini, ma anche la qualità complessiva dei territori che li producono. La visibilità generata dalle Olimpiadi ha portato nuovi visitatori e nuove opportunità: ora dobbiamo consolidare questa spinta e trasformarla in sviluppo duraturo per le imprese e per l’intera filiera del Made in Lombardy”.
I numeri del comparto
Il comparto vitivinicolo lombardo si presenta a Vinitaly con indicatori in crescita e una struttura produttiva sempre più solida. Nel 2025 l’export ha infatti raggiunto il record storico di 331,5 milioni di euro, in crescita del 7,1% sul 2024 e in controtendenza rispetto al calo registrato a livello nazionale (-3,7%) e in tutte le principali regioni esportatrici. Inoltre, la vendemmia 2025, che si è chiusa con una produzione di oltre 143 milioni di bottiglie potenziali, in crescita del 16,3% rispetto al 2024, ha visto ulteriormente rafforzarsi la vocazione alla qualità della produzione regionale.
L’assessore Beduschi
“Il comparto vitivinicolo lombardo dimostra una forza e una capacità di crescita tutt’altro che scontate. Il record dell’export a oltre 331 milioni di euro, in controtendenza rispetto ad altre realtà è il risultato di un lavoro strutturato sulla qualità, sull’organizzazione della filiera e sulla capacità di sfidare i mercati internazionali. – ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi – E la qualità, in Lombardia, non è uno slogan: è un dato concreto. Oltre il 90,5% delle bottiglie prodotte rientra nelle Denominazioni, a fronte di una media nazionale che si ferma al 74%. Da qui dobbiamo continuare a muoverci: non inseguire modelli che non ci appartengono, ma rafforzare ciò che già ci distingue. Il vino oggi è esperienza, turismo, cultura. Se continuiamo su questa linea di qualità, posizionamento e visione integrata con il sistema di accoglienza, i risultati che oggi registriamo non resteranno un traguardo, ma diventeranno la base per una crescita ancora più solida”.
La conferenza stampa al Belvedere di Palazzo Lombardia
Il fattore enoturismo
A trainare questa dinamica positiva è anche l’enoturismo, che nel triennio 2022–2024 ha registrato una crescita media annua del 16% dei visitatori, posizionando la Lombardia tra le aree più dinamiche del panorama italiano. “I numeri confermano la solidità e il potenziale di crescita del comparto vitivinicolo lombardo. – ha dichiarato il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio – L’aumento dell’export, la crescita dell’occupazione, con gli addetti in aumento dell’8,2% negli ultimi dieci anni, ma anche il dinamismo dell’enoturismo dimostrano come il vino sia oggi una leva economica strategica per il territorio. La sfida è continuare a investire in qualità, innovazione e promozione, rafforzando il posizionamento della Lombardia sui mercati internazionali, sostenendo le quasi 3 mila imprese vitivinicole lombarde che oggi garantiscono lavoro stabile a circa 6.500 addetti, a cui si aggiungono migliaia di lavoratori stagionali”.
L’assessore Massari
In questo contesto di promozione a 360°, per la prima volta Regione Lombardia sarà a Vinitaly anche con l’assessorato al Turismo. “La Lombardia possiede oggi tutte le condizioni per consolidarsi come una delle principali destinazioni enogastronomiche a livello internazionale. Il vino, insieme alla ricchezza della tradizione culinaria e alla qualità dell’accoglienza, rappresenta un potente strumento narrativo capace di trasformare la visibilità globale in un’attrattività concreta, duratura e diffusa. – ha osservato l’assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda Debora Massari – È attraverso questa integrazione tra identità, esperienza e territorio che possiamo generare valore stabile, rafforzando il posizionamento della regione nei circuiti turistici di eccellenza”.
L’assessore Caruso
A chiudere il quadro è il valore culturale della filiera enogastronomica. “Il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Umesco rafforza un messaggio fondamentale: la nostra tradizione non è soltanto eccellenza produttiva, ma un patrimonio identitario fatto di gesti, conoscenze e relazioni che si tramandano nel tempo. – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Francesca Caruso – In Lombardia questo patrimonio si esprime in modo particolarmente ricco, intrecciando territori e comunità”.
Lombardia pronta a promuovere le proprie eccellenze al Vinitaly 2026
Il ruolo dei Consorzi di Tutela
La partecipazione lombarda a Vinitaly nasce dalla collaborazione tra Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Consorzi di tutela. È grazie a questa sinergia che il patrimonio vitivinicolo unico che la nostra regione è in grado di esprimere – sia in termini di qualità sia in termini di varietà – verrà proposto a buyer, operatori e giornalisti nel corso della 58^ edizione di Vinitaly. I consorzi di Tutela: Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Ente Vini Bresciani, Consorzio Franciacorta, Consorzio Tutela Moscato di Scanzo, Consorzio Volontario Vino DOC San Colombano, Consorzio Montenetto, Consorzio Vini IGT Terre Lariane, Consorzio Vini Mantovani, Consorzio Tutela Lugana DOC, Consorzio Tutela Valcalepio, Consorzio Tutela Vini di Valtellina, Consorzio Valtènesi Riviera del Garda Classico, Produttori San Martino della Battaglia DOC, Consorzio Botticino DOC, Consorzio Tutela IGT Valcamonica.
WhatsAppFacebookXPrint
© Riproduzione riservata
Tag dell'articolo
VinitalyAgricolturaAttilio Fontana