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Rapina in villa a Urgnano, il racconto della famiglia in preda ai banditi e al terrore: “Fa rabbia e paura”

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22.02.2026

I carabinieri davanti all’abitazione della famiglia rapinata all’ora di cena

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Urgnano (Bergamo) – Un colpo che sembra essere stato studiato nei minimi dettagli, andato a segno nel giro di circa 20 minuti. Sono stati momenti di terrore, quelli vissuti venerdì sera da una famiglia di Urgnano, nella Bassa Bergamasca, che, intorno alle 20,30, mentre aveva appena terminato di cenare, si è trovata di fronte all’interno della propria villa, situata lungo via Provinciale, tre uomini incappucciati e armati con pistole e coltelli: i rapinatori, che parlavano con un accento dell’Europa dell’Est e si muovevano con dimestichezza e freddezza, hanno minacciato padre, madre e figlio minorenne, li hanno malmenati e costretti a consegnare un orologio di marca, ori e due fucili da caccia, oltre a contanti: un bottino non ancora del tutto quantificato ma comunque di diverse migliaia di euro.

I malviventi si sono poi si sono dileguati. I carabinieri di Urgnano e di Treviglio, intervenuti sul luogo della rapina, sono sulle loro tracce, anche con l’ausilio dei rilievi effettuati dalla scientifica. Secondo quanto ricostruito, al momento del blitz il papà e il figlio minorenne erano all’interno della villa, intenti a sparecchiare la tavola, mentre la mamma era uscita per fumare una sigaretta all’ingresso. Ed è proprio in quel momento, approfittando della porta aperta, che sono entrati in azione i rapinatori. Hanno spinto la donna dentro casa, l’hanno minacciata insieme al figlio adolescente buttandoli per terra, immobilizzandoli e puntando loro le armi: le teste schiacciate verso il basso, le mani legate con delle fascette e i telefoni cellulari sequestrati. Nel frattempo un bandito armato ha accompagnato il padre verso la cassaforte, aperta con un flessibile.

Arraffato il bottino, i banditi sono fuggiti. All’esterno, a supporto, erano presenti altri due o tre complici. La famiglia è stata successivamente assistita dal personale sanitario della Croce Rossa, senza necessità di trasporto in ospedale.

Il racconto delle vittime 

«Chissà da quanto tempo ci avevano presi di mira – raccontano marito e moglie, ancora provati per la brutta esperienza –. Fa rabbia l’essere stati violati così in casa propria, pur avendo allarmi e dispositivi di sicurezza. Ripetevano che volevano soldi e oggetti di valore e che se collaboravamo non ci sarebbe successo niente. Questa è gente che sa come fare una rapina, dei veri professionisti, e questo fa ancora più paura».

Ora è caccia anche oltre i confini della Bergamasca dei tre rapinatori che, come si ritiene possibile, possano subito essersi allontanati per far perdere le loro tracce.

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