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San Siro, l’inchiesta e gli Europei: in bilico la candidatura dello stadio. Il nodo delle scadenze

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05.04.2026

Uno scatto nelle vicinanze di San Siro: qualcuno non vorrebbe che lo stadio venga raso al suolo

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Milano, 5 aprile 2026 – In bilico la candidatura del nuovo stadio di San Siro per gli Europei del 2032, la competizione calcistica continentale che si svolgerà tra sei anni in dieci stadi, cinque in Italia e cinque in Turchia. Nove le città e gli impianti italiani in corsa per ospitare le partite. Il nuovo stadio da 71.500 posti voluto da Milan e Inter, che nei mesi scorsi hanno acquistato l’area di San Siro, è nella rosa, ma la recente indagine della Procura di Milano sulla turbativa e le rivelazioni di segreto relative all’avviso pubblico che ha determinato la cessione del Meazza e del terreno limitrofo dal Comune ai due club mette a rischio la candidatura del nuovo San Siro per Euro 2032 (il vecchio Meazza non è candidabile).

Non solo. L’inchiesta pone una serie di incognite lungo il percorso che la Figc, la federazione calcistica italiana, ha fissato per individuare i cinque stadi italiani con i dossier più solidi – cioè tempi certi per la realizzazione dei nuovi impianti, come nel caso di Milano – da sottoporre alla Uefa, la federazione calcistica europea.

Le tappe

Due le scadenze da tenere d’occhio. Entro luglio le città candidate, tra cui Milano, dovranno consegnare alla Figc i dossier definitivi, garantendo fondi e, soprattutto, tempi certi per la realizzazione dei lavori entro Euro 2032.

Il prossimo ottobre, invece, il Comitato esecutivo della Uefa sceglierà le dieci sedi ufficiali della competizione. Questione di quattro mesi per il deposito dei documenti della candidatura in sede italiana e di sette mesi per la scelta finale da parte della federazione calcistica europea.

Un tempo sufficiente per chiarire tutte le accuse sollevate dalla Procura? Il dubbio è lecito, con un’indagine appena avviata. Oltretutto la Uefa, tra i requisiti richiesti per promuovere i singoli stadi, chiede che in caso di lavori i progetti esecutivi siano già stati approvati e i cantieri si aprano nel 2027. Due passaggi che nel caso del nuovo stadio rossonerazzurro sono tutti da verificare.

Attualmente, infatti, è ancora in corso il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (Vas) in relazione alla proposta di Piano Attuativo “GFU San Siro”.

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E il progetto?

Non basta. Milan e Inter devono ancora presentare il progetto vero e proprio del nuovo stadio, affidato agli studi di architettura Foster + Partners e Manica, guidati da Lord Norman Foster e da David Manica. Solo a quel punto il Comune potrà avviare l’iter per giungere al progetto definitivo e dare il via libera al cantiere. Nell’accordo tra amministrazione e club, l’avvio dei lavori è previsto entro il 2027.

Ma il cronoprogramma era stato fissato prima della mossa della Procura, che ha iscritto nel registro degli indagati nove persone, tra dirigenti comunali e consulenti di Milan e Inter.

Il sindaco Giuseppe Sala ha già fatto capire che Palazzo Marino rivendica quanto fatto per il progetto ed è convinto che la realizzazione del nuovo stadio a San Siro sia la scelta migliore per Milano. Anche la Regione sostiene il piano.

Milan e Inter, intanto, restano cautamente fiduciose di poter portare avanti il progetto della loro nuova casa. Ma le incognite, dopo l’avvio dell’inchiesta della Procura, sono molte e la strada meneghina verso Euro 2032 appare in salita.

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