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I Patrioti in Piazza Duomo e la sfida di Salvini a Sala e alla sinistra: ”Vinceremo le Comunali”

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I Patrioti in Piazza Duomo Il leader della Lega: «Dopo 15 anni, prepariamoci a riconquistare Palazzo Marino» La Russa spinge per Lupi candidato sindaco. Il diretto interessato prende tempo FI propone di allargare la coalizione ad Azione di Calenda. Ma Noi Moderati frena

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Articolo: Incursione luminosa contro il Remigration Summit: “Milano è migrante e antifascista” sulla facciata del Pirellone e in piazza DuomoArticolo: Remigration summit Milano, la diretta: in piazza patrioti europei e centri sociali. Leghisti in Duomo, antagonisti in piazza Santo Stefano dopo la tensione con la poliziaArticolo: Valditara: “Asterischi e schwa sono un’offesa alla dignità di uomini e donne”. Il discorso del ministro in salsa anti-woke

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Milano, 19 aprile 2026 –  Dure critiche all’Unione Europea, certo. Remigrazione come obiettivo almeno per i clandestini che delinquono, non c’è dubbio. Ma tra i temi toccati da Matteo Salvini durante il comizio in Piazza Duomo di ieri pomeriggio, al termine del corteo da Porta Venezia al sagrato intitolato “Senza paura. In Europa padroni a casa nostra“ organizzato da Patrioti e Lega, c’è anche la battaglia per la riconquista di Palazzo Marino da parte del centrodestra. Non poteva essere altrimenti. Salvini, milanese doc, ha iniziato la sua carriera politica agli inizi degli anni Novanta proprio dagli scranni del Consiglio comunale e, da leader del Carroccio, non può non considerare la vittoria alle elezioni comunali dell’anno prossimo come una priorità.

I cori contro il sindaco Sala

In effetti i cori contro il sindaco Giuseppe Sala e contro i centri sociali impegnati in due contromanifestazioni anti-Lega non mancano, anche perché una prima versione ordine del giorno firmato dalla presidente dell’assemblea comunale Elena Buscemi (Pd) chiedeva a prefetto e questore di vietare la manifestazione dei Patrioti. Non a caso, il leader del Carroccio, dal palco all’ombra della Madonnina, saluta polemicamente sia il primo cittadino che gli antagonisti, scatenando i fischi dei 10 mila manifestanti radunati sul sagrato.

La manifestazione 'Padroni a casa nostra', promossa dai Patrioti europei e dalla Lega in piazza Duomo

 "Prepariamoci a vincere le elezioni comunali a Milano” 

Polemiche a parte, l’obiettivo resta la vittoria alle Comunali in programma tra poco più di un anno. “Dopo 15 anni di sinistra – dice dal palco Salvini – prepariamoci a vincere le elezioni comunali a Milano e a riconquistare Palazzo Marino”. Più facile a dirsi che a farsi. Perché il centrodestra appare ancora in alto mare sia sulla costruzione di un programma per governare Milano sia per la scelta del candidato sindaco giusto.

Il corteo No Remigration in Corso Buenos Aires

L’unico nome emerso finora come aspirante primo cittadino è quello del fondatore di Panino Giusto, l’imprenditore Antonio Civita, ma la sua per ora appare più come un’autocandidatura, perché Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia non la sostengono.

Maurizio Lupi

Sempre a proposito di Comunali milanesi, ieri al convegno “Milano merita risposte“ organizzato da Noi Moderati di Maurizio Lupi all’hotel Marriott, il presidente del Senato e dirigente di FdI Ignazio La Russa ha detto di «volere un candidato sindaco politico. È vero quando dicono che ho fatto io il nome di Lupi». Il numero uno di Palazzo Madama, dunque, ribadisce che il nome giusto per la corsa verso Palazzo Marino per lui resta il politico cattolico milanese, già assessore Urbanistica durante l’era del sindaco Gabriele Albertini. Lupi, però, per ora non si sbilancia e prende tempo. Anzi, afferma: “Basta con la sindrome del torcicollo: il centrodestra smetta di guardare indietro e pensi al futuro. Bisogna ripartire dai contenuti, da proposte concrete e da una visione della città nei prossimi 15 anni”.

Mariastella Gelmini

La senatrice di Noi Moderati Mariastella Gelmini, intanto, osserva: “Milano è sempre di più una città esclusiva, con il dramma delle periferie, profondamente insicura e con una barriera d’accesso che allontana molte persone, soprattutto i giovani. Per tutte queste ragioni Milano ha bisogno di una rivoluzione politica perché è la politica che poi deve scegliere di riabbassare quella barriera. L’esperienza degli ultimi anni dimostra infatti che serve una guida politica, competente e radicata. Milano è una città complessa, non si improvvisa. Serve una figura capace di dialogare con tutte le anime della città, dal mondo produttivo a quello sociale, fino al mondo cattolico riformista".

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Alessandro Sorte

Nel dibattito interno al centrodestra interviene anche il segretario lombardo di FI Alessandro Sorte: «Questa è una città progressista, ora è innegabile che loro sono divisi e noi nel centrodestra non proviamo a dividerli e a prendere qualcuno dall’altra parte? Il centrodestra è il punto di partenza, io sono convinto che dobbiamo allargare la coalizione dall’altra parte, anche a quelli del Pd delusi, non a Vannacci. I riformisti sono ghettizzati, dobbiamo infilarci qua». Ma Lupi boccia la strategia forzista: «L’allargamento della coalizione è sempre positivo ma Calenda l’ha detto con chiarezza: sostiene Sala da anni e continua a stare nel centrosinistra. Cosa dovremmo fare, andare nel centrosinistra?».

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