Giochi olimpici estivi 2036, Nord-Ovest in pista. Sala ci crede: “Accordo bipartisan. Ma ci manca uno stadio olimpico”
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, 67 anni
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SeguiciMilano – Non scherza, Giuseppe Sala. Potrebbe essere ricordato come il sindaco dei grandi eventi, perché, dopo aver gestito da commissario l’Expo 2015 e da sindaco il post-Expo, dopo essere stato uno dei protagonisti, sul fronte degli organizzatori, sempre da primo cittadino, dei Giochi invernali Milano-Cortina 2026, ora si lancia con entusiasmo in una nuova sfida: la candidatura di Milano, Torino e Genova e di Lombardia, Piemonte e Liguria alle Olimpiadi estive del 2036 o, se la prima opzione si dimostrasse impossibile, del 2040. “È una cosa seria, perché vediamo un’opportunità – commenta subito il primo cittadino meneghino –. È un bel progetto bipartisan: tre sindaci di centrosinistra (lo stesso Sala per Milano, Stefano Lo Russo per Torino e Silvia Salis per Genova, ndr), tre presidenti di Regione di centrodestra (Attilio Fontana per la Lombardia, Alberto Cirio per il Piemonte e Marco Bucci per la Liguria, ndr)”.
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala
La “concorrenza” di Roma
La copertura politica c’è, anche se ora dovrà confrontarsi con il Coni, il Governo e il mondo dello sport. E, magari, con un avversario interno, se Roma, un’altra città con il sindaco di centrosinistra, dovesse decidere di scendere in campo. Sala, non a caso, ricorda che “il primo passaggio sarà verificare se ci sono altre candidature italiane per le Olimpiadi estive e parlarne con il Coni. Roma in lizza? Potrebbe essere, vedremo quale sarà il progetto migliore”.
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Come è nata l’idea
Il numero uno di Palazzo Marino, a margine di un appuntamento pubblico in Comune, svela che l’idea della candidatura del Nord-Ovest è “nata riservatamente un paio di mesi fa” e si è concretizzata “dopo un paio di confronti con Fontana e Lo Russo”. Il rapporto tra Comune di Milano e Regione Lombardia si è rafforzato dopo i Giochi invernali che si sono da poco conclusi e si sono dimostrati un successo, mentre l’asse tra Milano e Torino si è cementato negli anni grazie al Festival MiTo. “Per me è un percorso di coerenza – spiega Sala –. Sono sempre stato vicino all’idea di organizzare qualcosa in più con Torino. E ora anche con Genova. Le infrastrutture, in primis l’alta velocità, aiuteranno il congiungimento di queste città. Dobbiamo passare dall’ex triangolo industriale a un triangolo diverso basato su scienza, università, tecnologia. Lo sport può essere un minimo comune denominatore. Siamo ancora molto lontani dal capire come potrà essere il progetto, chi farà che cosa e quali impianti andranno realizzati. Ma crediamo che la candidatura abbia un senso. La partita per il 2036 è ancora aperta, altrimenti ci sarebbe il 2040”.
Olimpiadi Milano Cortina 2026 nella foto un momento della cerimonia Milano 06-02-2026 Cerimonia inaugurale presso lo stadio Giuseppe Meazza San Siro XXV Giochi Olimpici invernali Milano Cortina 2026 foto Roberto Garavaglia/Agenzia Aldo Liverani sas
Le “rivali”
Le avversarie extraeuropee non mancano. Hanno già espresso interesse a ospitare i Giochi del 2036 Doha in Qatar, Istanbul in Turchia, Il Cairo in Egitto, Ahmedabad in India, Nusantara in Indonesia, Riad in Arabia Saudita, Seul in Corea del Sud. In Europa, invece, ha fatto un passo avanti Budapest in Ungheria. “Formeremo un team di lavoro con i capi di gabinetto dei sei enti locali – continua Sala –. Ogni città ha già degli impianti e abbiamo il mare, ma ad oggi uno stadio olimpico non c’è. Questo potrebbe essere il principale vincolo. Il nostro obiettivo è minimizzare gli investimenti. Crediamo di essere in credito nei confronti del Cio, nel senso della stima nei nostri confronti dopo le Olimpiadi invernali Milano-Cortina e del modello di Olimpiadi diffuso sul territorio che proprio l’Italia ha lanciato”.La decisione finale sarà presa sette anni prima, dunque entro il 2029. “Andrà tutto al di là del mio mandato da sindaco”, che scadrà l’anno prossimo, ricorda il sindaco. E subito emerge l’ipotesi di un Sala commissario olimpico, dopo l’incarico in Expo 2015 e la gestione dei Giochi 2026. Il diretto interessato sorride: “Correte troppo”.
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