Comunali, l’analisi del sondaggista Amadori: “Siamo in una nuova fase per la città. Si parte da 0-0, sorprese possibili”
Alessandro Amadori, direttore scientifico di Yoodata e docente della Cattolica
Per approfondire:
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“Io partirei dallo spirito della città, dal “genius loci“. Bisogna sempre riconnettersi alla storia più profonda di un territorio per fare un’analisi elettorale. Milano è la città della trasformazione: cambia se stessa in funzione del tempo che vive. Questo succede dai tempi di Federico Barbarossa, che rase al suolo la città e ci sparse il sale perché non risorgesse. Ma Milano è immediatamente risorta più forte di prima. Ingabbiare il capoluogo lombardo in schemi politici di schieramenti rigidi è sbagliato. Milano è pragmatica e cerca un interprete del suo tempo. Negli ultimi decenni, il sindaco che meglio lo ha fatto è stato Gabriele Albertini, che ha interpretato la globalizzazione che stava arrivando. Ha interpretato il proprio tempo altrettanto bene Giuseppe Sala, quando ha saputo fare di Milano la città dell’Expo e cogliere la fase della maturità della globalizzazione. Ma ora siamo in una fase storica completamente diversa”.
In che senso?
“Milano attualmente sta iniziando a subire le conseguenze anche un po’ perverse della globalizzazione: eccesso di finanziarizzazione e di concentrazione della ricchezza, un capitalismo........
