Comunali, Antonio Civita non si arrende: “Centrodestra freddo? È tattica, vado avanti col mio progetto civico perché so che i milanesi sono molto delusi”
Antonio Civita, 54 anni, proprietario della catena "Panino Giusto"
Per approfondire:
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Allora, Civita, che è successo dalla notizia della sua disponibilità a candidarsi a sindaco?
“A gennaio è uscita la notizia ma io avevo iniziato a lavorare sulla candidatura già dallo scorso settembre. È da allora che mi sono dedicato totalmente a Milano e che avverto una sensazione di disagio da parte di molti milanesi. La scorsa settimana, poi, c’è stata una novità”.
Quale novità?
“Abbiamo lanciato l’associazione “Tu“, che sarà il primo contenitore di un progetto dedicato a Milano. Voglio dare la voce a tutti i protagonisti della città. Tu giovane, tu anziano, tu associazione, tu sport... Bisogna reimmaginare cosa Milano deve tornare ad essere. Il primo appuntamento in questa direzione sarà il 30 marzo. Ma ho già iniziato a incontrare cittadini. Uno degli incontri più interessanti è stato a Rogoredo con le associazioni del territorio, che fanno un lavoro straordinario”.
"Due" è il voto che Civita dà all'Amministrazione Sala
Quale Milano ha in mente?
“Ho idee precise che sto consolidando incontrando persone competenti sui singoli temi. È sotto gli occhi di tutti che c’è un gap tra la vocazione di Milano, cioè far convivere le differenti classi sociali, e l’attuale realtà sociale. Milano deve tornare a dare opportunità a tutti, a partire dai giovani e dal ceto medio, di sentirsi protagonisti del futuro. Oggi ciò non avviene. La nostra città deve tornare a essere il luogo dove una persona, da qualsiasi regione italiana venga, possa trasformare un sogno in realtà. Inoltre c’è la percezione di una città meno sicura e ordinata che in passato. Io non condivido lo slogan su cui sta puntando il Pd milanese: fare reinnamorare di Milano”.
Perché?
“Perché uno slogan del genere sottintende che una parte dei milanesi non è più innamorata della propria città. Dunque stiamo parlando di una implicita sensazione di disagio di chi, governando Milano, ha creato questa situazione”.
Il braciere all'Arco della Pace, simbolo della Milano Olimpica
Intende dire un’ammissione di colpevolezza?
“No, quella invece manca. La realtà è che non c’è una persona che mi abbia detto che oggi sta meglio rispetto a cinque anni fa. È un fatto che non si può nascondere”.
La sua è una candidatura civica, ma lei si è dichiarato vicino al centrodestra. Politicamente, come si definirebbe?
“Intanto vorrei precisare e ribadire che la mia è una candidatura civica, non sono appoggiato da nessun partito del centrodestra, ma sicuramente mi sento vicino a quella coalizione. Come mi definisco politicamente? Chi fa l’imprenditore è un liberale per definizione. La libertà è l’elemento distintivo di tutte le persone che cercano di realizzarsi. Io vengo dalla periferia e grazie a questi principi sono riuscito a costruire un’impresa, con un grande impegno e un po’ di fortuna. Mi sento anche un moderato. Bisogna provare a includere tutte le istanze di una città. Oggi serve la politica del buon senso”.
I partiti del centrodestra sembrano freddi rispetto alla sua candidatura a sindaco.
“Non la definirei freddezza, ma tattica. Ho percepito interesse nei confronti del mio progetto, a partire dall’ex sindaco Gabriele Albertini, ma non solo da parte sua. Però la politica ha i suoi tempi e le sue priorità. Gli ultimi mesi sono stati pieni di emergenze, non solo nazionali. Quando la politica metterà al centro le Comunali milanesi, saranno prese le decisioni sul candidato sindaco. Intanto constato che in tanti esprimono una preferenza per un candidato civico. A me interessa che il centrodestra si organizzi per tempo e con le modalità giuste per tornare a vincere, perché in città c’è una grande delusione per l’amministrazione di centrosinistra. Nel 2027 c’è l’opportunità di cambiare il governo di Milano”.
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La leghista Silvia Sardone, però, ha liquidato la sua discesa in campo come “autocandidatura”. Cosa risponde?
“È vero, per ora è un’autocandidatura. Mi pare una buona notizia che una persona senta la voglia di dedicarsi alla propria città con impegno”.
Paolo Romano del Pd, invece, la accusa di non essere un simbolo di una Milano più inclusiva, perché i suoi panini costano tanto e i suoi dipendenti sono pagati poco. A lui cosa replica?
“Le critiche sono sempre legittime. Credo che la passione sia un elemento indispensabile per la politica, ma occorre anche formazione e approfondimento per poter essere credibili. Noi di “Panino Giusto“ abbiamo due milioni di clienti ogni anno e se qualcuno volesse capire come si trovano i nostri dipendenti, può venire tranquillamente nei nostri locali e interrogarli. Scoprirebbe qualcosa di molto diverso rispetto a quanto sopra riportato”.
Restando nell’ambito del centrosinistra, quale voto darebbe all’amministrazione Sala?
“Distinguo tra primo e secondo mandato. Nel primo, Sala è riuscito a tenere a bada il suo mondo politico di riferimento e dunque ha ottenuto dei risultati. Nel secondo mandato, invece, è saltato il banco a causa dei partiti di centrosinistra e l’amministrazione Sala merita 2 in pagella”.
Ma le Olimpiadi sono state un successo, o no?
“Milano è capace di organizzare questi eventi, ma nessun milanese mi ha detto che oggi sta meglio di cinque anni fa”.
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