Taser, anche Sala chiude: “Non ci sono grandi risultati, mi rimetto ai partiti”
Il sindaco Giuseppe Sala ieri mattina al Piccolo per la festa della Polizia
Per approfondire:
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SeguiciMilano, 11 aprile 2026 – Il sindaco Giuseppe Sala “scarica“ il taser. In senso tecnico e politico. Sì, perché dopo i dubbi espressi dalla maggioranza di centrosinistra in Comune, in primis dal gruppo del Partito democratico, sull’utilizzo definitivo delle pistole a impulso elettrico per gli agenti della Polizia locale, il primo cittadino è pronto a rimettersi alla volontà politica del Consiglio comunale.
Certo, c’è stata la sperimentazione durata sei mesi nel 2025, che ha comportato l’acquisto di 6 taser e l’addestramento di 50 ghisa: operazione costata oltre 30 mila euro. Certo, la delibera licenziata dalla Giunta comunale ha fatto sua una relazione del comandante del Corpo Gianluca Mirabelli, che ha promosso la sperimentazione delle pistole a impulso elettrico soprattutto in funzione di deterrenza.
Sostegno e critiche
In altre parole, il taser in mano ai “ghisa“ non sono mai stati usati lanciando i dardi elettrici, ma il solo impugnare queste particolari pistole in alcuni casi ha risolto situazioni critiche che gli agenti si sono trovati ad affrontare. Pur di non essere “elettrificati“, i malintenzionati si sono arresi. Ma il giudizio del numero uno della Polizia locale non è bastato per convincere i consiglieri di centrosinistra.
In particolare, il presidente della commissione Sicurezza di Palazzo Marino Michele Albiani, consigliere del Pd, ha avanzato critiche sull’uso permanente dei taser e ottenuto che la delibera da sottoporre all’assemblea comunale venisse di fatto congelata.
Probabilmente il caso prima o poi sarà affrontato durante una commissione Sicurezza, ma la delibera potrebbe non sbarcare mai in Consiglio comunale per l’approvazione.
Freddezza da Sala
Le parole del sindaco, interpellato ieri mattina dai cronisti sul futuro delle pistole elettriche nelle mani dei ghisa, fanno intuire questo risultato finale.
Sì, perché Sala esordisce dicendo che la sperimentazione del taser da parte della Polizia locale “non ha dato grandi risultati perché di fatto non è mai stato applicato. Stiamo parlando di numeri di taser molto limitati”.
Il primo cittadino, a questo punto, aggiunge: “Coinvolgerò di nuovo il comandante (Mirabelli, ndr) per un confronto in commissione. Ne parlavo anche con Michele Albiani: portino la questione in commissione e poi io mi adeguerò a quello che il Consiglio dirà”.
Il sindacato attacca
Non hanno dubbi sull’utilità della pistola elettrica gli esponenti del sindacato Sulpm, che danno una lettura opposta dell’esito del periodo di test e chiedono a gran voce che il taser sia inserito definitivamente nel cinturone di ogni agente di piazza Beccaria.
“L’effetto deterrenza – ha argomentato il segretario Daniele Vincini – costituisce, unitamente alla sicurezza degli operatori, il vero obiettivo che questo importante strumento consente di raggiungere nei numerosi interventi problematici che questa città richiede. Purtroppo, per ragioni per lo più ideologiche, l’iter di valutazione per l’approvazione definitiva del taser si è bloccato presso la Commissione Sicurezza. A questo punto le chiediamo di intervenire”, l’appello a Sala.
“Una valutazione positiva sull’importanza di questo strumento – la conclusione – sarebbe un buon segnale per tutta la nostra categoria”. Magari da abbinare alla “tutela legale per gli operatori in conseguenza dei loro interventi a difesa dei cittadini milanesi”.
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