Morto a 21 anni al volante di una Porsche noleggiata: Lorenzo Mattia Persiani e il sogno spezzato di fare il dentista
La Porsche Spyder distrutta in viale di Porta Vercellina. I rilievi della polizia locale sono andati avanti per ore (Foto Fasani/Ansa)
Per approfondire:
Articolo: Si schianta all’alba con la Porsche Spyder contro le auto parcheggiate: muore il 21enne Lorenzo Mattia Persiani, ferite due amicheVideo: Milano, Porsche si schianta contro le auto parcheggiate: tre ventenni feritiArticolo: Mithum ed Elisa morti in moto dopo il rosso bruciato a tutta velocità: il presagio della tragedia in quei video su TikTokMilano, 30 marzo 2026 – Un’auto fuori controllo finisce la sua corsa a tutta velocità contro quattro veicoli in sosta, in viale di Porta Vercellina poco prima dell’alba. La corsa poi diventa contro il tempo nel tentativo disperato di salvare il giovane che era al volante della macchina, una Porsche Spyder con targa tedesca, presa a noleggio.
Ma non ha scampo. Dopo un delicato intervento chirurgico, Lorenzo Mattia Persiani muore. Milanese, aveva compiuto 21 anni lo scorso 14 dicembre. Si è spento al Policlinico. Mentre le due passeggere a bordo, due ragazze di 19 e 20 anni, sono state trasportate in codice giallo al Fatebenefratelli e al San Carlo. Erano in tre, in una supercar da due posti. Così l’ultima domenica di marzo è iniziata con un lutto.
La Porsche Spyder distrutta in viale di Porta Vercellina. I rilievi della polizia locale sono andati avanti per ore (Foto Fasani/Ansa)
La lunga scia di vittime
Ed è la settima croce sulle strade milanesi dall’inizio dell’anno. Significa oltre due morti al mese. A perdere la vita, solo una settimana fa (era la notte tra venerdì 20 e sabato 21) erano stati Mithum Sandeepa Perera Kuranage ed Elisa Dranca, rispettivamente di 23 e 20 anni, in sella a una Kawasaki Ninja 650 che ha bruciato un semaforo rosso scontrandosi con un taxi all’incrocio tra viale Mugello-viale Campania e corso XXII Marzo.
I due sono morti sul colpo, appena quattro giorni dopo la precedente tragedia: martedì 17 marzo, in piazza Ovidio, un pedone è stato travolto da un tir. Si chiamava Ghelimi Layachi ed era un ottantunenne di origine marocchina.
Le immagini pubblicate sui social da Mithum Sandeepa Perera Kuranage
Il mezzo pesante che lo ha schiacciato sarebbe passato con il semaforo verde alle 14.20 per proseguire verso via Mecenate: l’autista si è trovato davanti l’anziano pedone che stava attraversando a circa 7 metri di distanza dalle strisce pedonali e non è riuscito a frenare. Il pensionato, che viveva in via Porpora e che indossava anche un paio di auricolari per persone con ridotta capacità uditiva, è stato travolto. I sanitari di Areu non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
A inaugurare la Spoon river dell’anno era stato il bodyguard dei vip Simone Bonino, morto a 45 anni in corso Sempione lo scorso 24 gennaio dopo lo scontro tra la sua Bmw e un mezzo Amsa che non avrebbe rispettato la precedenza.
Due giorni dopo, il bersagliere settantanovenne ex generale di brigata Filippo Triggiani, di 79 anni, è deceduto in via Ovada, probabilmente dopo aver accusato un malore al volante. Mentre poco più di un mese fa, era il 16 febbraio, Andrea Curti, milanese di 52 anni, era in sella al suo scooter quando è andato a finire contro una minicar elettrica Twizy guidata da un diciottenne in via Caduti di Marcinelle, zona Rubattino. È stato accompagnato al Niguarda in condizioni disperate. Ed è morto in ospedale.
Come Lorenzo Mattia, ieri mattina. Il ventunenne alla guida della Porsche Spyder, che era stata noleggiata da uno studio dentistico in zona Repubblica con cui il giovane aveva dei legami, era studente della facoltà di Medicina all’Università Vita-Salute del San Raffaele e desiderava diventare un odontoiatra. Un sogno spezzato per sempre.
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