Annapaola e il raggiro, sventato, lungo tre giorni. Così l’83enne ha incastrato il truffatore: “Tenuta al telefono per ore, ho recitato con la polizia in soggiorno”
La signora Annapaola si è resa conta abbastanza in fretta del tentativo di truffa e ha allertato la polizia
Per approfondire:
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SeguiciMilano, 9 aprile 2026 – “Sono stata sequestrata al telefono per tre giorni. La mia più grande paura? Che il malvivente capisse che ormai lo avevo smascherato. Ma alla fine è andata bene. Almeno a me”. Perché Annapaola, milanese 83enne (nella foto), è riuscita a incastrare i truffatori che volevano rubarle i suoi gioielli, dal valore di decine di migliaia di euro, e i risparmi.
Non si può dire lo stesso per il trentaduenne ucraino arrestato per truffa aggravata in concorso, acciuffato dai poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale della Questura che lo stavano aspettando proprio a casa della signora in zona Loreto, subito intervenuti dopo la sua richiesta di aiuto.
La donna ha finto di reggere il gioco del truffatore, che poi è stato arrestato
Ex insegnante d’inglese e agente immobiliare, nonna di 9 nipoti, non appena ha fiutato il raggiro, la donna ha chiamato il 112 e sua figlia. E dopo tre giorni di telefonate continue e dialoghi degni della commedia dell’arte, è arrivato l’arresto. Preso l’ultimo anello della catena, pedina di un’organizzazione più grande su cui sono in corso le indagini. Ma intanto la signora Annapaola tira un sospiro di sollievo e racconta la sua esperienza nella speranza che serva ad altri, per non cadere in trappola.
È la prima volta che le capita un fatto del genere?
“No. Ho subìto altri due tentativi di truffa, sempre al telefono. In un caso mi è stato detto che mio nipote era stato coinvolto in un incidente e che gli servivano soldi. Io ho chiesto “quale nipote?“ e la persona ha riattaccato. In un altro mi è stato riferito di un fantomatico incidente fatto con la mia macchina. Ho chiesto “mi dice la targa?“ e non ho più sentito nessuno. Ma stavolta è stato molto più difficile rendermi conto del raggiro”.
Com’è iniziato tutto?
“Ho ricevuto la prima telefonata sul cellulare lunedì 30 marzo. Erano le 13 e io stavo preparando da mangiare. Un uomo mi ha riferito di essere della Guardia di Finanza di Genova, mandandomi la foto di un tesserino ma senza l’immagine del viso. Mi ha comunicato che un tale mi aveva denunciato sostenendo che io avessi fatto una procura falsa dal notaio. Avrei dovuto dimostrare di possedere gioielli e soldi sufficienti a pagare un’assicurazione. Mi è stato chiesto di mettere tutto sul tavolo, di fotografare e pesare ogni cosa. Mi è stato anche chiesto se fossi in grado di fare bonifici online. E io ho risposto di sì”.
Lei sospettava già di qualcosa?
“No. Erano passate tre ore e io ero ancora al cellulare, nemmeno avevo pranzato. Verso le 16 ho finto di dover andare in bagno e con il telefono fisso ho chiamato mia figlia. Lei mi ha subito detto di chiamare il 112 e così ho fatto. Poco dopo sono arrivati a casa mia figlia e i poliziotti”.
E l’uomo nel frattempo era sempre al telefono?
“Sì, insisteva perché gli facessi un bonifico. E quando gli ho risposto di non riuscire a farlo da sola si è arrabbiato, dandomi della bugiarda. Mi ha anche minacciata, dicendomi che quella era un’operazione segreta e che se ne avessi parlato con qualcuno avrebbe mandato la polizia a casa mia e dei miei figli”.
Chi avrebbe dovuto ritirare i gioielli?
“Me li ha fatti sistemare in 5 sacchi, dicendomi che sarebbe arrivata “una persona“. La prima sera ha citofonato un tale Ivan ma non è salito. La mattina dopo, alle 7.30, la polizia era già a casa mia. Al telefono il truffatore mi pressava perché andassi in banca per fare il bonifico. Io non sapevo più cosa inventarmi, gli ho detto che camminavo solo con le stampelle. Leggevo il labiale dei poliziotti che mi davano suggerimenti, mi sono messa a piangere per essere più credibile. Le chiamate sono andate avanti fino a mercoledì, quando si è presentato un uomo, nome in codice Cesare, a prendere i gioielli. Ed è stato arrestato dagli agenti che sono sempre stati con me, li ringrazio di cuore”.
Si sente soddisfatta?
“Mi sono sentita sciocca per non aver capito subito. Poi mi sono divertita: da ragazza avrei voluto fare l’attrice ma mia madre si oppose. Ora ho sventato una truffa recitando”.
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