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“Al telefono mi sono finto suo marito”: così Roberto ha sventato la truffa ai danni di un’anziana amica

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Roberto Martin Arias Acuña ha fatto arrestare il truffatore

Per approfondire:

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Milano – “La signora mi ha passato il telefono, lei era completamente nel panico. Io ho subito capito che dall’altra parte c’era un truffatore e ho finto di stare al gioco”. Così Roberto Martin Arias Acuña, peruviano di 63 anni che lavora come assistente domiciliare, ha sventato un raggiro facendo arrestare l’uomo che si è poi presentato a casa di una donna di 75 anni, in zona Niguarda, convinto che avrebbe trovato soldi e gioielli. Invece ad attenderlo c’erano i carabinieri della stazione di Greco Milanese. Nei guai è finito un trentaseienne originario dello Sri Lanka, senza fissa dimora in Italia, nullafacente e pregiudicato per reati specifici. Con tutta probabilità, l’ultimo anello della catena di una organizzazione più strutturata.

La telefonata e l’intervento dell’amico

La telefonata dei truffatori risale a venerdì 17 aprile. “La signora ha ricevuto una chiamata sul telefono di casa, nel pomeriggio – racconta il sessantatreenne –, si è subito agitata e mi ha chiamato. Io ero nell’altra stanza per fortuna”. L’uomo, che è in passato ha assistito il marito dell’anziana, deceduto alla fine del 2024, è rimasto in amicizia con lei. “La signora ha passato dei brutti momenti, cerco di sostenerla. Purtroppo non è la prima volta che finisce nel mirino di truffatori. E la volta precedente non era andata bene”. Venerdì però è arrivato il lieto fine, grazie all’intervento provvidenziale di Arias Acuña. Com’è cominciato il tentativo di raggiro? “Al telefono c’era un uomo che si è presentato come “comandante dei carabinieri di via Moscova”. Cercava il marito della donna, al quale risultano intestate le utenze. Appena lei me lo ha passato, ho finto di essere suo marito”.

La scoperta del raggiro

“Questo sedicente comandante sosteneva che l’auto a me intestata (cioè al marito defunto) fosse stata utilizzata per una rapina in gioielleria. Mi ha nominato un’attività realmente esistente. Diceva che una persona esperta avrebbe dovuto controllare tutti i gioielli e i soldi in casa, per accertare non fossero parte della refurtiva, invitandomi a tirarli fuori e a metterli da parte”. Il signor Arias Acuña non ha avuto dubbi: “Era un truffatore. Anche perché è stato lui a chiedere a me il numero di targa, il colore e il modello dell’auto “sospetta“. In modo discreto, ho detto alla signora di chiamare il 112. Nel frattempo io continuavo ad ascoltare con quell’uomo”, che “parlava italiano, con un marcato accento del sud”. Appena entrati in casa della vittima, i carabinieri della Stazione Greco Milanese, guidati dal luogotenente Raffaele Vitale, hanno assistito al prosieguo della telefonata con il truffatore. A suo dire, sarebbe presto arrivato “un collega esperto a bordo di una gazzella per controllare tutto il materiale messo da parte. Io mi sono inventato di avere in casa 35 banconote da 50 euro, 22 da cento e due da 500, più altri tagli minori e diversi gioielli e monili”.

Sempre più persone finiscono nella rete dei raggiratori. In questo caso alla fine il truffatore è stato arrestato dai carabinieri

L’arresto

I carabinieri, già in casa, si sono nascosti nella camera da letto in attesa dell’arrivo del falso militare, che ha citofonato dopo pochi minuti. “Polizia”, si è qualificato l’uomo, subito bloccato dai veri carabinieri e arrestato per tentata truffa aggravata. A seguito di giudizio direttissimo, è stato sottoposto al divieto di dimora in Lombardia. “Io vivo a Milano da 36 anni – racconta Arias Acuña – e lavoro come assistente domiciliare. Soffro quando i malviventi approfittano delle fragilità delle persone. Io penso sia necessario sensibilizzare e mettere in guardia i più anziani dai truffatori. Non si fa abbastanza”.

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