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Casorate Primo e i 30 euro di chiacchiere contestati: “Solo propaganda a spese dei contribuenti”

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08.03.2026

Un piatto di chiacchiere e il consigliere comunale Raffaele Buratti

Per approfondire:

Articolo: Casorate Primo, un “danno erariale” i 30 euro spesi per comprare le chiacchiere di Carnevale ai bambiniArticolo: Vellezzo Bellini, stangata sul ristorante: 45mila euro di sanzioni e il figlio del titolare finisce in arresto

Casorate Primo (Pavia), 8 marzo 2026 – Se è vero che a Carnevale ogni scherzo vale, un vassoio di chiacchiere ha combinato un bello scherzetto al Comune, accusato dalla Corte dei Conti di danno erariale.

È stato il consigliere di opposizione Luigi Cosentini a rivolgersi ai magistrati contabili perché l’amministrazione aveva speso 30 euro per comprare i dolci per una festa in maschera. "La spesa non corrisponde né a finalità istituzionali né è in alcun modo sussumibile tra le fattispecie che presuppongo esigenze indifferibili e urgenti di funzionamento degli uffici”, hanno sentenziato i giudici.

Ma Raffaele Buratti, capogruppo in consiglio comunale della coalizione di centrosinistra, prende le distanze dal collega di opposizione:”L’acquisto è stato effettuato utilizzando una tessera sconto per ottenere un prezzo migliore, con l’evidente intenzione di far risparmiare il Comune – puntualizza –. C’è stata un’imprecisione nella procedura di rimborso, però parliamo di un’irregolarità formale innocua e su una cifra irrisoria, che non apriva alcun rischio di escalation per le casse dell’ente e non avrebbe potuto creare precedenti pericolosi. La volontà era trasparente e la destinazione della spesa era la comunità”.

La Corte dei Conti ha bacchettato il comune di Casorate Primo

La reazione

Aver attivato la macchina della Corte dei conti, invece, è costato alla collettività molto più di 30 euro: "Il vero danno erariale lo subiscono i contribuenti ogni volta che l’apparato dello Stato viene impegnato per questioni che non hanno sostanza proporzionata. Chi ha a cuore i soldi pubblici più della propria propaganda dovrebbe riflettere”.

Ora Casorate Primo è noto come “il paese delle chiacchiere“. “Una comunità di lavoratori, famiglie, istituzioni, con una storia seria di produzione e sacrifici, viene ridotta a una barzelletta – aggiunge Buratti –. Noi prendiamo le distanze da questo modo di fare politica. Il controllo sulla spesa pubblica è importante ed è un nostro dovere esercitarlo, ma il controllo serio si distingue dalla strumentalizzazione nella capacità di distinguere ciò che è sostanziale da ciò che è pretestuosa propaganda a spese della comunità. Trenta euro di dolci per i bambini non sono né un precedente pericoloso né una minaccia per le finanze comunali. Sono una festa. Come coalizione di centrosinistra chiediamo a tutti di occuparsi del patrimonio delle nostre istituzioni, in modo da restituire a Casorate Primo la serietà che merita”.

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