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Sulle vacanze di Pasqua pesa l’effetto Iran: cancellati 5mila viaggi, già spesi 8,3 milioni. E c'è il nodo rimborsi

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Solo nel caso in cui il vettore aereo cancelli il volo senza trovare alternative il viaggio viene rimborsato

Per approfondire:

Articolo: Pasqua, quanto mi costi: per i voli da Milano si va sopra i 300 euro. L’allarme di Assoutenti: “Pesa la crisi in Iran”Articolo: La Lombardia e l’economia di guerra. Per i viaggi nel Golfo già 2.800 disdette e una stangata energetica da 2,3 miliardi

Milano – Cinquemila viaggi verso i Paesi del Golfo cancellati. Altri 8mila in sospeso. Le prenotazioni effettuate dai lombardi nel Medio Oriente per il periodo di Pasqua sono 24mila. Ma una su cinque è già stata annullata per effetto della guerra in Iran. In euro, si stima un valore economico di 40 milioni: 8,3 milioni spesi per quelli cancellati, 13,3 a rischio. Il 30% del turismo pasquale si concentra nel Milanese: 7.775 partenze per un valore di 13 milioni e 1.620 cancellazioni spiegano gli analisti di Vamonos-Vacanze.it, che hanno curato lo studio.

Approfondisci:

La Lombardia e l’economia di guerra. Per i viaggi nel Golfo già 2.800 disdette e una stangata energetica da 2,3 miliardi

I dati nel resto della regione

A Brescia dei 3.173 viaggi (5,3 milioni il valore) 661 rimarranno sulla carta. A Bergamo figurano 565 rinunce su 2.714 prenotazioni (4,5 milioni), nella provincia di Monza e Brianza 428 su 2.056 (3,34 milioni), nel Varesotto 423 su 2.031 (3,38 milioni). Como - 1.363 viaggi (2,3 milioni il valore) e 284 cancellazioni - e Pavia - 1.317 (2,2 milioni) di cui 274 annullati - si collocano nella fascia intermedia. Mantova è l’ultima provincia a raggiungere le mille prenotazioni (1,7 milioni): 208 le disdette. Al di sotto si trovano Lecco con 816 viaggi (1,36 milioni) e 170 cancellazioni, Cremona con 794 (1,3 milioni) e 165 rinunce, Lodi con 555 (900mila euro il valore) e 116 annullamenti e infine Sondrio: in Valtellina e Valchiavenna delle 421 prenotazioni (700mila euro) 88 non si tramuteranno in partenze.

Il vero test sarà l'estate

“Il vero test sarà però l’estate” commentano i responsabili di Vamonos Vacanze. Tra giugno e settembre sono attese dalla Lombardia circa 84mila partenze, per un valore complessivo superiore ai 130 milioni: se la guerra dovesse proseguire, si stima un calo della domanda del 30% e un impatto economico di oltre 40 milioni. L’effetto guerra sta modificando anche la geografia delle vacanze a favore di Spagna, Grecia, Italia, Capo Verde, Caraibi e Africa. Tra i viaggi più richiesti per Pasqua e per i ponti del 25 aprile e del 1° maggio si segnalano itinerari culturali e mete considerate sicure, come Istanbul e l’Uzbekistan, ma anche destinazioni balneari come Sharm El Sheikh.

La difficile partita dei rimborsi

Per chi sceglie di non partire si apre la difficile partita dei rimborsi. Di per sé la guerra - spiegano gli esperti di Facile.it - è esclusa dalle polizze a meno che non inizi durante il viaggio. Inoltre il viaggiatore non è coperto se decide di muoversi verso uno dei Paesi sconsigliati dalla Farnesina e dal sito www.viaggiaresicuri.it. Esistono tuttavia polizze che offrono una copertura anche qualora l’assicurato decidesse di viaggiare per motivi imprescindibili (salute o lavoro). Se invece l’aereo viene cancellato dalla compagnia, il vettore di volo è chiamato a trovare un’alternativa o a rimborsare il biglietto. Ma in caso di rinuncia “per paura“ nulla è dovuto. Qualora la destinazione sia inserita tra le mete sconsigliate dopo aver attivato l’assicurazione di viaggio, alcune compagnie rimborsano a patto che l’allerta sia sta emanata entro 21 giorni dalla partenza.

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